

(giugno 2010) 2 proposte alla Commissione europea: la creazione di un Osservatorio europeo contro la violenza di genere e un euro-orden.
Il 45% delle donne europee è vittima di violenza nel corso della vita: lo dicono i dati dell’Agenzia dei diritti fondamentali dell’Ue. Violenze fisiche
Osservatorio europeo sulla violenza di genere- Alla luce anche dei recenti fatti avvenuti in Italia (due donne uccise da un ex fidanzato geloso che poi si è tolto la vita
E se consideriamo che nella stragrande maggioranza dei casi il colpevole è quasi sempre un fidanzato
Ma in che modo un Osservatorio europeo sulla violenza di Genere può quindi essere d’aiuto?
Innanzitutto il fatto che venga riconosciuto un comune problema europeo di violenza che prescinde da criminalità e delinquenza è un buon punto di partenza per studiare e combattere un fenomeno così specifico come quello della violenza di genere.
Inoltre raccogliere e scambiare materiale tra diversi paesi può aiutare nella ricerca di nuove strategie utili –che non siano ronde contro presunti stupratori
Bisogna studiare campagne che aiutino le donne a difendersi
Come il 112, è un’urgenza
Euro-orden: problemi di competenze- Se la proposta dell’Osservatorio non ha incontrato problemi all’interno dell’Ue e la sua creazione sembra imminente
La maggioranza degli Stati membri del Consiglio Europeo si è già pronunciata a favore e il Parlamento Europeo sta lavorando in questa direzione: l’unica voce discordante sembra essere quella della Commissione. Questo a causa di fatti puramente tecnici come spiega Viviane Reding
In realtà sembra esserci alla base un problema di competenze tra istituzioni: infatti in alcuni casi l’ordine di protezione ricade nella competenze del diritto civile
In caso si tratti di diritto civile l’iniziativa legislativa spetta alla Commissione, mentre se ricade nella sfera del diritto penale la competenza è del Consiglio, ovvero degli Stati membri. Questa ambiguità si è trasformata in un’impasse per quegli Stati europei che, attraverso la cooperazione rafforzata, vorrebbero procedere verso l’adozione di una norma valida almeno tra gli Stati promotori e più sensibili a questo problema.
Considerate queste difficoltà
Ma proprio per la particolarità di tale violenza –l’idea è proprio quella di “distinguerla”
Non solo. Alcuni membri di associazioni femminile hanno anche rilanciato l’idea di andare oltre al riconoscimento europeo
Come andrà a finire?
Tra un mese il responso.
Francesca Mezzadri