

(novembre 2010) La questione Rom in Italia e in Regione discussa durante l'incontro per il Festival "Porte Aperte"a Bologna
“Non bruciamo le speranze di chi ne ha ancora”. L’hanno scritto i bambini di una scuola elementare di Napoli in un disegno a fumetti che voleva raccontare cosa era successo a Ponticelli 2 anni fa. Forse non tutti se ne ricorderanno
Notizia che non aveva alcun elemento per essere riconosciuta vera
Qualche storia italiana- Ponticelli è un esempio. Ce ne sono altri.
A Roma nel 2009 c’è stato il primo sgombero ufficiale dei Rom: 80 adulti
A Mestre è stato organizzato il primo Comitato a difesa dei cittadini per firmare contro la proposta di costruire un quartiere di casa prefabbricate per i Sinti del quartiere. Un quartiere costato 3 volte meno di quelli popolari e che i Sinti avrebbero regolarmente pagato.
E quindi non stupisce il report realizzato dalla FRA, Fundamental Right Agency, secondo il quale il 60% di italiani si sente personalmente minacciato dalla presenza dei Rom e il 68% crede che i campi rom debbano essere smantellati.
A Bologna- E a Bologna? Qual è il grado di tolleranza di una tra le più accoglienti città del Nord? Anche a Bologna verso la fine del 2006 – un mese prima dell’ingresso di Bulgaria e Romania nell’UE- con un’ordinanza dell’allora sindaco Sergio Cofferati
"Andar per campi"- Durante il festival Porte Aperte
E chissà perché si parla sempre di emergenza anche quando l’emergenza non dovrebbe sussistere. Non è un terremoto
E’ Clara Tommasini (Servizio politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale della Regione Emilia-Romagna) che
Tommasini spiega che in Regione sono stati stanziati negli ultimi 10 anni 6 milioni di euro per interventi socio-sanitari e per migliorare la qualità di vita delle popolazione Rom. L’obiettivo è il superamento dell’irregolarità dei campi e la spinta verso la stanzialità. Non tutti i Rom hanno il desiderio di sostare all’aperto in camper
I campi a Bologna- Dei 3 campi – a villa Erbosa
Gli educatori e i Rom di villa Erbosa hanno girato insieme un video che Montipò mostra durante l´incontro. La loro diffidenza è chiara –si sentono esclusi
Il progetto NOI- Daniele Bergamini
A molte persone sfugge il fatto che magari molti Rom non sono contenti della loro situazione e che quelli stranieri vorrebbero magari tornare a casa. Che se sono qui, in Italia, sono stati costretti a farlo, e questo sì per un´emergenza. E che quelli italiani vorrebbero restare qui, magari in condizioni migliori.
Emergenza Rom- “Emergenza Rom”. Per il professore Dimitris Argiropoulos dell’Università di Bologna il punto di partenza è proprio nel linguaggio che usiamo. Usiamo parole che discriminano come zingari nel linguaggio di tutti i giorni e questo rinnova la sfiducia che nutriamo nei confronti di persone come noi
E se è vero che la questione Rom è europea ed è obbiettivamente un problema di convivenza e di integrazione in tutti i paesi
Non bruciamo le speranze di chi
Francesca Mezzadri
disegno dei bambini della scuola elementare di Ponticelli (Napoli)