

(febbraio 2008) "Quei bravi ragazzi" di Claudio Fava sulle extra renditions
Il contesto è la guerra al terrorismo, i servizi segreti di mezzo mondo,
“Quei bravi ragazzi” non è un romanzo - nonostante la straordinaria forza stilistica dell’autore il parlamentare europeo Claudio Fava – ma il racconto dei lavori della Commissione del parlamento europeo sul trasporto e la detenzione illegale di prigionieri (TDIP), terminati il 20 febbraio del 2007 con la relazione conclusiva (http://www.europarl.europa.eu/comparl/tempcom/tdip/final_report_it.pdf)sulle carceri segrete della CIA e sulle “extraordinary renditions” (consegne speciali)..Le extraordinary renditions sono l’offensiva della CIA alla minaccia terroristica: pratiche extralegali di cattura, deportazione, detenzione, e carcerazione senza processo, di presunti colpevoli, spesso “consegnati” da Stati compiacenti, per consolidare strategie atlantiche o per assecondare l’alleato americano. I rendition groups, secondo il Washington Post, sono composti da 1.200 agenti tra militari e psicologi, e sono loro a organizzare il sequestro: vestiti di nero, mascherati, confiscano i documenti, bendano gli occhi ai sequestrati, tagliano loro i vestiti, somministrano un sonnifero e li fanno salire in aereo verso l’ignoto.
Nel nome della guerra al terrorismo intrapresa dagli Stati Uniti dopo l’11 settembre,
E anche l’Italia si è resa protagonista di una rendition, forse la più clamorosa in territorio europeo: il caso Abu Omar. Egiziano rifugiato politico in Italia, sequestrato in pieno giorno a Milano, portato in un carcere segreto egiziano, e per ventidue mesi interrogato con metodi brutali, dall’elettroshock alla sodomia… Di questo sequestro sono chiamati a rispondere 33 imputati fra cittadini americani, membri della sezione italiana della CIA, 6 dirigenti del SISMI, l’ex direttore Niccolò Pollari. Ed il nodo centrale della questione non è l’innocenza o meno di Abu Omar, che da agitatore probabilmente sarebbe stato anche arrestato con l’accusa di terrorismo, o l’istintiva antipatia che si può provare per un imam dall’iconografia così stereotipata. Il punto è che l’Italia ha lasciato che un suo cittadino rifugiato politico venisse sequestrato e dimenticato in una tomba di un metro per settanta centimetri dall’altra parte del Mediterraneo. Ma anche che i nostri governi nazionali così come anche l’establishement europeo sapevano delle violazioni che si stavano perpetrando a danno di cittadini europei. La commissione del parlamento europeo, pachiderma burocratico, ma che quando c’è da parlare di diritti umani è sempre in prima fila, ha cercato la verità e l’ha portata alla luce, costringendo i governi ad ammettere le proprie responsabilità. Una commissione d’inchiesta da molti inizialmente sottovalutata o volutamente ignorata che invece ha ribadito il primato del diritto internazionale e della dignità degli uomini, dello stato di diritto e del rispetto delle regole. E che Claudio Fava rappresenta al meglio.
(Claudia Coppola)
Per saperne di più:
sito della commissione parlamentare:
http://www.europarl.europa.eu/comparl/tempcom/tdip/default_en.htm