

(gennaio 2009) I pericoli per i giornalisti in guerra, qualche storia e la tutela giuridica
Battersi per i diritti umani è difficile. Farlo con le parole ancora di più. Perché anche se ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione
E questo perché il potere della carta stampata e ora della rete è diventato così forte che i governi dittatoriali si vedono minacciati e rispondono con l’unica arma che possiedono: la forza. E alla fine lo scontro è duro
Per ora c’è una triste classifica che riguarda l’anno 2008 e alcune storie da raccontare… Eccone qualcuna.
La prima storia del 2009: Uma Singh- Uma Singh era una giornalista nepalese
La triste classifica del 2008- Secondo Reporters sans frontieres i giornalisti che sono stati uccisi nel 2008 sono 62 (e nel 2009 siamo già a quota 10: una delle prime è proprio Uma Singh). Il numero cala rispetto al 2007
In questa triste classifica l’Iraq conta 15 giornalisti uccisi
Rispetto a questi paesi
Ma
A tutela dei giornalisti- In Europa esistono giornalisti e giornalisti. Corrispondenti di guerra
Negli anni ’80 l’Unesco propose una sorta di Commissione internazionale di protezione dei giornalisti che vigilasse sul loro operato e li aiutasse in zone pericolose
E quindi in sostanza
E se non è giornalista
2008- La storia di Wei Wenhua
“Fortunatamente” la storia di Wei Wenhua non finisce così. L’amico riesce a scappare
Francesca Mezzadri
Il sito di Reporters sans frontieres:
http://www.rsf.org/
Il sito di Information, Safety and Freedom:
http://www.isfreedom.org/index.html