

(gennaio 2009) La relazione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE
Quando parliamo dello stato di salute dei diritti fondamentali nell´Unione europea siamo istintivamente portati a tirare un sospiro di sollievo pensando che tutto sommato
Poi però capita di vedere le immagini degli sbarchi di migranti sulle coste mediterranee o un servizio televisivo sul sovraffollamento delle carceri italiane
Capita di vedere bambini agli angoli delle strade a improvvisarsi commercianti
E allora qualche certezza
La relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell´Unione europea dovrebbe essere approvata dal Parlamento europeo a cadenza annuale
Nel presentare la relazione ai giornalisti
E questo ritardo legislativo dispiega tutta la sua drammaticità nell´intensità contenutistica del rapporto
In primo luogo
“L´attuazione dei diritti fondamentali deve essere un obiettivo di tutte le politiche europee e deve essere compito delle istituzioni pubbliche promuoverli e tutelarli anche in fase di elaborazione delle leggi” dichiara il relatore Catania – rimarcando il ruolo determinante che ha giocato
Ispirata da una precisa volontà politica, la relazione non esercita la tradizionale differenziazione fra diritti primari – diritti umani e civili - e diritti secondari – diritti sociali – in quanto solo il loro godimento trasversale è in grado di determinare il "riscatto e l´emancipazione" per ciascun individuo.
La relazione passa poi in rassegna le diverse sezioni rilevanti.
Diritti dell´uomo
Nell´ambito della lotta al terrorismo
Discriminazioni - Il capitolo sulle discriminazioni è ampio e corposo e insiste sulla differenza tra la protezione delle minoranze e le politiche antidiscriminatorie
Le minoranze e i rom- Grande rilievo è dato al rispetto che si deve alle minoranze etniche e religiose
Il rapporto rileva quindi la necessità di un approccio globale che rifletta la dimensione europea della discriminazione verso i Rom e ritiene che una strategia-quadro dell´UE “dovrebbe affrontare i problemi reali
Orientamento sessuale - Il Parlamento invita gli Stati membri ad adottare iniziative legislative per riconoscere le coppie dello stesso sesso
Discriminazioni e violenze sulle donne - A favore della protezione delle donne
Diritti dei bambini - Il Parlamento condanna ogni forma di violenza nei confronti dei bambini e ribadisce in particolare la necessità di combattere le forme di violenza più frequentemente riscontrate negli Stati membri: pedofilia
Testamento biologico - Il Parlamento chiede agli Stati membri di varare una legislazione sul testamento biologico
Garantire la libertà di stampa - Pur riconoscendo “globalmente soddisfacente” la situazione in termini di libertà di stampa esistente negli Stati membri
Posizioni politiche - La relazione è stata approvata con 401 a favore, 220 contrari, 67 astenuti. "Con l´approvazione della relazione sulla situazione dei diritti fondamentali dentro l´Unione Europea – dice Catania - il Parlamento ha scritto una pagina importante della sua storia, ponendo fine all´ipocrisia di chi, troppo spesso, ha chiuso un occhio sulla mancata tutela dei diritti umani dentro l´Unione per concentrarsi esclusivamente sulle violazioni fuori dai nostri confini."
Nonostante l´ampia maggioranza ottenuta dalla relazione, la cronaca parlamentare non può non soffermarsi sul voto negativo del gruppo del PPE Partito Popolare Europeo (Forza Italia). In realtà la motivazione di questa posizione risiede, secondo quanto dichiarato dagli eurodeputati azzurri, nelle omissioni del rapporto, più che nel suo contenuto finale.
“Il diritto alla vita é il primo e fondamentale dei diritti umani”, chiarisce Iles Braghetto (UDC). “Non riflettere adeguatamente sulla distruzione di circa 1 milione e 200 mila esseri umani con l´ aborto volontario - accanto al numero imprecisato di aborti illegali e quello incalcolabile degli embrioni distrutti con l´uso della tecnica della fecondazione in vitro - investe alla radice, in negativo, la cultura dei diritti umani”.
Il voto negativo del gruppo PPE alla relazione sembra dunque meglio inquadrarsi in una logica di veti culturali, più che come una reale opposizione al testo come votato dalla commissione parlamentare Giustizia , Libertà e Affari interni.
La relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell´Unione europea ha un valore puramente politico, non essendo vincolante per gli Stati membri. Se dovremo aspettare altri sei anni per verificare che il comportamento degli Stati membri sia andato nella direzione indicata dalla presente relazione, tutto dipenderà dalla sensibilità della prossima legislatura e dalle priorità politico-programmatiche che vorrà darsi.
Nell´interesse di tutti, noi verificheremo.
Claudia Coppola
La relazione sui diritti fondamentali in Europa 2004/2008