

(luglio 2011) In questi mesi il carcere è sull’agenda dei media. Si parla di sovraffollamento, di pubblica sicurezza, di celle, di indulto, di problemi di gestione. I giornali confrontano numeri e percentuali, il telegiornale mostra sbarre e ambienti cupi. Però si parla poco di chi ci sta dentro: i detenuti, le persone che devono scontare la pena. L’unica cosa che si sa è che stanno stretti (e che se ci stanno, comunque un motivo ci sarà, no?). Le voci dell’opinione pubblica sono pressoché unanimi: “E’ un problema loro, non mio!” “Potevano anche non commettere reati!”. Noi allora abbiamo chiesto a Paola Ziccone, direttrice dell’Istituto Penale Minorile di Bologna “Pietro Siciliani”, uno dei 12 in Italia e l’unico della nostra Regione e del gran parte del Nord, quello che ha sede al Pratello, quello “famoso” per i suoi spettacoli teatrali, di parlarci del carcere che dirige.
E lei per prima ci ha parlato di loro
PZ: Sono ragazzi come tutti gli altri. Noi cerchiamo con le nostre attività
L’IPM di Bologna è nel centro della città. In un ex convento dove attualmente sono ospitati circa una ventina di ragazzi. Possono rimanere lì fino al 21°anno di età: dopo
E ora
PZ: Negli ultimi anni si è verificato un mutamento dell’utenza: dal punto di vista dell’età ci sono molti più ragazzi sopra ai 18 anni. E poi è anche cambiata tipologia. E’ interessante notare come il fenomeno di minori non accompagnati sia diminuito e siano ormai emerse le cosiddette seconde generazioni: ragazzi che hanno cognomi stranieri
Dobbiamo metterci in testa che questi ragazzi non vanno più tanto considerati stranieri
E poi
Ci sono molte polemiche sul carcere in questi mesi… Qual è la situazione del carcere minorile a Bologna oggi?
E’ così difficile come per le altre carceri per adulti?
PZ: La situazione di quest’anno in quest’istituto sfugge alla media delle carceri per adulti
E questo è particolarmente delicato in un carcere minorile dove le attività non sono rivolte alla “ri-educazione” ma alla “educazione”. Senza attività educative
Nonostante questi tagli
E meno male
Come si svolge la loro giornata?
PZ: Si inizia la mattina e si va avanti fino al pomeriggio per 8 ore tra scuole e formazione professionale. La formazione professionale è riservata soprattutto ai ragazzi più grandi con pene detentive maggiori
In breve: i corsi di formazione professionale sono due. “Provarci gusto” è quello di ristorazione. Gestito dall’ente Fomal
Il secondo corso è invece nato dalla collaborazione con la scuola edile ed è attivo già da diversi anni: si tratta di attività di scenotecnica
E poi ci sono tutte le attività creative e laboratoriali: il giornalino dell’istituto
Però sicuramente uno dei momenti formativi più importante è quando il carcere apre le porte verso l’esterno...
PZ: Far entrare il più possibile l’esterno è uno dei miei chiodi fissi: e lo facciamo attraverso varie strade. Il sabato e la domenica sono le giornate dedicate alle attività con il volontariato. Collaboriamo con UVa PAssa
Poi collaboriamo con le scuole: con la scuola di Casalecchio facciamo percorsi con gli studenti
E già l’ubicazione dell’IPM di Bologna
Il carcere quindi come luogo di educazione
Da molti anni una convenzione consente ad alcuni studenti di Scienze della Formazione di svolgere tirocini in carcere…
PZ: Non solo
Per me è motivo di grande orgoglio perché credo che scuole e università debbano essere non solo fruitori ma anche protagonisti dell’istituzione carceraria. La scuola
Cosa succede a un ragazzo recluso quando compie 21 anni?
PZ: Purtroppo la legge stabilisce che venga trasferito nel carcere per adulti. Ed è un passaggio radicale specie dopo aver fatto un certo percorso. Noi cerchiamo il più possibile di curare la transizione
Ma purtroppo quando si parla di carcere c’è sempre questa tendenza a voler puntare il dito verso chi si è macchiato di colpe più o meno gravi. Anche se sono minorenni e non hanno avuto i mezzi
Ma la direttrice sembra più ottimista.
PZ: Il problema fondamentale è che gli altri devono essere informati
Per questo noi facciamo attività con le scuole : così si instaura un rapporto molto profondo tra adolescenti
Gli studenti che vengono dalle scuole
A cura di Francesca Mezzadri e Alessio Vaccaro
Istituto Penale Minorenni di BOLOGNA
Via de’ Marchi, 5/2 40122 - BOLOGNA
e-mail: ipm.bologna.dgm@giustizia.it
www.cgmbologna.it