

(settembre 2011) Come vivono gli immigrati in Emilia-Romagna? E, con i nuovi sbarchi dal Nord Africa, come è stata gestita la situazione in Emilia-Romagna? La nostra è davvero una regione così accogliente come sembrano mostrare anche i dati del recente Report sugli immigrati appena pubblicato, oppure viviamo in una società dove predominano discriminazioni e pregiudizi? Lo chiediamo a Teresa Marzocchi, Assessore regionale alle politiche sociali dal 2010, da sempre attiva nel campo del sociale e impegnata in prima linea per l’accoglienza dei profughi dalle coste maghrebine.
Dopo le rivoluzioni del Nord Africa
TM: "Siamo arrivati a 25mila persone. Il governo ci aveva detto che il massimale sarebbe stato 50mila e poi è passato il criterio di suddivisione equa sul territorio (fatta eccezione per l’Abruzzo)
Da noi in Emilia-Romagna il tavolo di regia è coordinato dalla Presidenza, dall’Assessorato alle politiche sociali e dalla Protezione civile: in questo modo abbiamo unito le nostre professionalità lavorando insieme sia per l’urgenza che per il dopo".
Quindi
TM: "Per quanto riguarda le politiche di immigrazione e
L’accoglienza deve essere integrata con l’interazione e con un forte rapporto con la sanità. Il cosiddetto Patto per l’accoglienza stabilisce tutto ciò che deve essere garantito tramite gli enti e le strutture accoglienti: accompagnamento al percorso legale
E’ come se fossero dei modelli minimi di assistenza. E hanno funzionato
Insomma, cerchiamo di trovare nella sfida una risorsa. Perché l’immigrazione è una risorsa".
Quali sono le criticità e i problemi che sono emersi?
TM: "Il nostro è appunto un modello all’avanguardia
Passando dall’emergenza profughi alla situazione degli immigrati stabili in Emilia-Romagna… I dati del Report statistico sull’immigrazione del 2010 appena pubblicato indicano una buona accoglienza e validi progetti di integrazione qua in Regione. Tuttavia
TM: "È un tema delicato. In questo contesto l’accoglienza dell’“altro” è sempre difficile perché spesso è comodo considerarlo come usurpatore
A proposito di bambini immigrati: esiste il fenomeno della ghettizzazione nelle scuole?
TM: "A livello di nidi e scuole di infanzia i percorsi sono perfettamente integrati
Le difficoltà possono riguardare le disparità negli accessi
Invece per le altre scuole il problema riguarda la mancanza di strumenti adatti ad accogliere bambini e ragazzi che hanno difficoltà di lingua o che hanno bisogno di aiuto.
E poi c’è il problema più generale della legittimazione delle diverse culture
Purtroppo però i fondi alla cultura vengono tagliati e questo può essere un problema considerando le grandi sfide che ci attendono...
TM: "Io posso dire quello che noi vorremmo fare
Io non smetto di dirlo perché non mi voglio arrendere
La regola fondamentale da seguire è: noi non vogliamo fare servizi per gli immigrati ma vogliamo rendere accessibili i nostri servizi alle persone che vengono da altri paesi.
Abbiamo 3 punti nel piano di intervento che per ora confermiamo.
Innanzitutto la lingua, indispensabile per una buona integrazione e per evitare “ghetti”. Abbiamo sottoscritto un accordo con le prefetture
Questo è il nostro sogno e la mia sfida.
Il secondo punto è la mediazione culturale. Abbiamo una rete di 300 mediatori culturali che fino ad oggi si sono occupati anche della lingua ma che d
Il terzo punto riguarda l
Questi sono i tre punti fondamentali sui quali vogliamo costruire la nostra politica di integrazione
E per quanto riguarda il discorso della cittadinanza e della partecipazione?
TM: "Quest
Inoltre continuiamo ad sostenere
Penso che questa sia una strada vincente. Dobbiamo capire che noi abbiamo bisogno degli immigrati
Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha appena stilato un rapporto sull’uso piuttosto allarmante di slogan razzisti in Italia in contesti politici
TM: "Io mi vergogno di questo. Da cittadina mi vergogno. E siccome non sono solo una cittadina ma sono anche un amministratore
Quando c
Questo è il senso delle nostre politiche. Non si deve pensare ad un atto di carità
Io penso che molto stiano facendo anche i giovani
La gente pensa che i tossicodipendenti siano delinquenti
Dunque occorre che ci sforziamo tutti di conoscere meglio persone e situazioni per combattere pericolosi pregiudizi".