

(febbraio 2009) Sembra scontato, ma alla fine non lo è tanto. Quando le donne subiscono violenza, il problema non è loro. Lo diventa, certamente. Ma nasce da chi usa violenza nei loro confronti: uomini, sconosciuti e conosciuti, che le aggrediscono, le insultano o le picchiano per pazzia, per rabbia, perché non riescono a controllarsi. Sembra scontato. Però alla fine, in Italia, esistono solo centri anti-violenza per le donne, rivolte alle vittime delle violenze, per aiutarle a uscire da una spirale che non è nata da loro. Ne parliamo con Caterina Righi che lavora nel settore accoglienza della “Casa delle Donne per non subire violenza” di Bologna.
Più consapevolezza- “Ora c’è maggiore consapevolezza che esiste questo problema
In base a una ricerca Istat del 2006
Donne diverse- Come spiega Caterina non esiste una tipologia di donna-vittima. “ Da noi vengono molte donne diverse tra loro: di diverse età e cultura
“Il fenomeno della violenza domestica è invece molto complesso. A volte le vittime vengono immediatamente perché è in pericolo la loro vita e quella dei loro figli. Di solito però la violenza avviene episodicamente e loro si rivolgono al centro perché vogliono capire il perché. Seguono il consiglio di amiche o parenti
Informazioni
“Innanzitutto noi offriamo informazioni corrette in un luogo protetto che è questo. Dico informazioni corrette ed adeguate perché qua non viene detto sempre di denunciare. Fai la denuncia e tutto si risolverà. Invece no
Il centro è un luogo protetto anche perché non vengono date informazioni all’esterno
Tipicità di comportamenti- “Le donne che si rivolgono al centro sono appunto molto diverse" spiega Caterina "ma quello che raccontano è simile. Noi non riceviamo gli uomini qua
Poi ci sono altri casi
Esistono anche degli indicatori per stabilire la potenziale pericolosità degli uomini violenti. SARA
Uomini che odiano le donne- Già
“Noi stiamo portando avanti insieme al Comune di Bologna una ricerca Dafne con fondi europei e partner europei
Qua a Bologna comunque alcuni uomini si stanno già muovendo... Un´educatrice della Casa delle Donne e uno dell’associazione nazionale Maschile Plurale stanno portando avanti nelle scuole superiori la campagna Fiocco Bianco nata in Canada e diretta ai ragazzi per iniziare a parlare del problema della violenza. Qualcuno si ricorderà di quei nastrini bianchi che venivano messi sul foulard o sulla giacca per dire No alla violenza. Ebbene
“In Italia c’è ancora una forte cultura sessista” dice Caterina “che parte anche dal linguaggio che inconsapevolmente viene usato dai maschi e dalle ragazze più giovani. Un linguaggio che implica il considerare la donna alla stregua di un oggetto sessuale
Parlare e parlarne- In attesa che un centro per uomini apra anche da noi
"Intanto è importante parlarne. Una delle conseguenza del maltrattamento è che le donne non si sentono sicure
Se la gente ne parla
"Dal punto di vista istituzionale le leggi ci sono" dice Caterina "E’ dal 2001 che esiste l’ordine di protezione in base al quale la persona violenta può essere allontanata da casa e da tutti i luoghi frequentati da donna e bambini per 6 mesi. E’ una risposta concreta ed efficace
Caterina si sofferma su un altro luogo comune di questa società. "A volte viene sottovalutato il problema delle donne che vengono picchiate. Si pensa che è un problema delle donne o della coppia. Ci si domanda ma perché lei non se ne va!? Ma qui non si tratta di un conflitto
A volte si riconcilia
Stalking- Con Caterina parliamo anche di stalking. “Lo stalking è come la scoperta dell’acqua calda” ride. Infatti tutti quei comportamenti lesivi che oggi vengono riuniti nella definizione di stalking erano già di conoscenza da moltissimi anni dalle donne che li subivano e dalle altre che cercavano di aiutarle a proteggersene . “Ben venga comunque che se ne parli: le leggi c´erano anche prima ma prendere atto che il problema è drammatico e che non è solo una responsabilità delle vittime
“Invece un fenomeno relativamente recente" racconta "riguarda le giovanissime. Ragazze che hanno avuto relazioni anche brevi con un ragazzo che poi si sono interrotte. Da qui partono persecuzioni pazzesche. La ragazza è costretta a rinchiudersi in casa
Chiedo a Caterina di raccontarmi una bella storia
"Io credo che tutte le persone possano cambiare ma ognuno lo può fare per sé. La battaglia si può vincere ma deve partire da chi fa nascere la guerra
Intervista a cura di Francesca Mezzadri
Casa delle Donne per non subire violenza
Via dell´Oro
dal lunedi al giovedì: 9 – 18/ venerdì: 9 - 15
tel. 051-333173 / fax 051-3399498
nome Skype: casadonne.info.bo
http://www.casadonne.it/cms/