

(giugno/luglio 2010) Laura ha 21 anni e ha già vinto 11 premi e 2 menzioni speciali a festival italiani ed esteri per il suo documentario, tra cui il Premio Alberto Manzi 2009 per miglior programma radio-televisivo educativo. Il film parla di lei e della sua famiglia e del suo grande amore per il cinema -per Woody Allen in particolare. Laura si indirizza proprio a lui - a Woody, a Mr Woody, Mr Allen - e gli parla della sua vita, dei suoi genitori, di sua nonna. Di quando era piccola. Dei suoi sogni -diversi da quelli di tutti gli altri adolescenti -come capita sempre alle persone speciali. E dei pregiudizi.
Storia di Laura- Laura è una ragazza come tante
Laura intervista sua madre mentre fa la pasta sul tavolo della cucina
"Tu hai 19 anni e ti dovresti sposare. Non vuoi?”.
“Non voglio”.
La mamma le ripete questa domanda molte volte nel corso del film. Mentre fa la spesa
Ma oggi Laura ha 21 anni e non si è ancora sposata. Dopo aver girato questo documentario nel 2008
“Ma bisogna parlarne
Storia di una comunità- La comunità di Laura ha origini antiche. Si tratta di una minoranza etnica proveniente dall’India del Nord
Fino alla metà del diciannovesimo secolo le persone appartenenti all’etnia di Laura erano schiave. Durante la seconda guerra mondiale vennero rinchiuse nei campi di concentramento e quasi un milione fu sterminato. Anche dopo
Il documentario di Laura mette in luce tutti i pregiudizi che ancora esistono su di loro.
Eppure
“Quando vedo queste casette tutte uguali
Anche Laura è nata in queste casette
Nel documentario ricorda quando erano tutti assieme nelle baracche. “Mi piaceva la confusione. La mia baracca era sempre piena di gente. Tutti che parlavano ad alta voce. Adesso ci penso sempre meno
Ai confini- E’ brutto vedere che certi bambini hanno un destino segnato diversamente rispetto ad altri. Ad alcuni capita di nascere qui
“Questi sono i posti dove continuano a metterci: tra il canile municipale e i rifiuti della città.” Le parole di Laura sono dure
Gli zii e la nonna di Laura vivono in baracche alla periferia di Milano. Vorrebbero solo avere l’allaccio per luce e gas e le fogne
“E dove andiamo? ..se non abbiamo casa” lo dice la nonna di Laura nel documentario. Una donna che ha vissuto la guerra
Leggi e media- Nel
La comunità di Laura non ha uno status giuridico
I media non ne parlano bene
“Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio” così commenta la mamma di Laura –che come tutte le minoranze discriminate- si accorge dei commenti della gente.
Laura dice che secondo lei la gente li eliminerebbe tutti. Sembra che a rubare/stuprare/uccidere etc…siano solo loro. Lei ha provato ad intervistare alcuni torinesi per strada, chiedendo loro cosa ne pensavano della sua gente. I commenti ricevuti -che si sentono anche nel documentario- non li voglio trascrivere perché mi vergogno. Per quanto si possa odiare della gente
Armadio di luoghi comuni- Durante un convegno che si è tenuto a Milano nel mese di giugno, è emerso come molti pregiudizi nei confronti di un’etnia possano anche essere pericolosi
Come è possibile tutto questo?
Sarebbe successa la stessa cosa a chiunque?
Non credo. Perché esiste un antico pregiudizio nei confronti di chi non si adegua ad un modello standard di vita che porta spesso la gente comune
Stipiamo il diverso nei cassetti del nostro armadio di luoghi comuni
Ma alla fine c’è un problema: siamo tutti diversi. E non abbiamo cassetti per tutti.
Pregiudizi- "La gente ti mangia vivo” spiega Laura “se invece ti ribelli
Lei anche nel suo piccolo l’ha fatto. Non si è sposata perché voleva fare la regista. “Ogni volta che vedevo una videocamera rimanevo incantata”. Suo padre non ne voleva sapere
Anche se non li ho mai visti dal vivo
Comunità rom. Con il documentario “Io
Ah, non l´avevo scritto prima? Pensavo non fosse questo l´importante.
Francesca Mezzadri
Io
Di Laura Halilovic (Italia 2009
Per saperne di più:
http://www.provincia.torino.it/istruzione/cesedi/news/famigliarom.htm
Il trailer del documentario:
http://www.youtube.com/watch?v=K7qe1egTkfs