

(20/06/06) Martedì 20 giugno si celebra in tutta Italia la Giornata mondiale dei Rifugiati. In Emilia-Romagna ci sono circa 1250 persone tra rifugiati, richiedenti asilo e protezione. Di queste persone si occupa una rete di Comuni insieme ad associazioni non-profit. La Regione Emilia-Romagna è l´unica Regione in Italia ad aver adottato insieme agli Enti locali, un protocollo d´intesa "che impegna al ´dovere´ dell´accoglienza e dell´integrazione sociale". Dal protocollo è nato nel 2005 il progetto "Emilia-Romagna - Terra d´Asilo" che ha l´obiettivo di costruire una rete regionale per le attività di accoglienza.
Auspico che ora, a livello nazionale, vi possa essere una sensibilità maggiore ed un più forte impegno verso i diritti e la dignità delle persone costrette a chiedere protezione in luoghi lontani dal proprio paese. Impegno ed attenzione di intensità almeno pari a quanto profuso dalla nostra società regionale, che del resto non deve abbassare la guardia su questi delicati temi". Così l´assessore regionale all´Immigrazione, Annamaria Dapporto, commenta la ricorrenza di martedì 20 giugno, Giornata mondiale dei Rifugiati. "Fino a questo momento - continua l´assessore - il contesto nazionale non ci ha certo aiutato: non solo le Regioni sono state escluse dalle pianificazioni nazionali ma l´Italia è anche l´unico Stato della Ue senza una legge organica per l´asilo, e in cui continua a mancare una strategia di ampio respiro su una materia che non deve essere confusa con quella dell´immigrazione clandestina".
In Emilia-Romagna la presenza di rifugiati, richiedenti asilo, o beneficiari di protezione umanitaria si stima in circa 1.250 persone a cui provvedono, con forme di intervento strutturate, una rete in costante crescita di Comuni (Parma, Modena, Forlì, Ravenna, la capofila Fidenza con altri 25 Comuni del parmense, Bologna e Ferrara), che agiscono sia direttamente che grazie alla collaborazione di associazioni non-profit. Questa rete mette a disposizione di rifugiati e richiedenti asilo più di 200 posti, cui si devono aggiungere tutte quelle forme di accoglienza e tutela che vengono concesse, in modo meno formalizzato o meno specificamente orientate ai soli richiedenti asilo o protezione, da altri soggetti non di rado con formule informali e "invisibili".
I progetti della Regione e le Commissioni territoriali
Nel quadro finora descritto le politiche regionali sono state particolarmente attive ed hanno inserito i richiedenti asilo tra i possibili beneficiari degli interventi di integrazione sociale. Proprio l´Emilia-Romagna, unica Regione in Italia, nel giugno 2004 ha sottoscritto con gli Enti locali, le parti sociali e il terzo settore, un protocollo in materia di richiedenti asilo e rifugiati, che impegna al "dovere" dell´accoglienza e dell´integrazione sociale per i richiedenti protezione internazionale oltre che a promuovere azioni di sistema. Da quel protocollo mirato all´attivazione di azioni di sistema è scaturito, come primo atto concreto, il progetto "Emilia-Romagna - Terra d´Asilo", avviato simbolicamente il 20 giugno 2005 e promosso unitamente alla Provincia di Parma, in collaborazione con molti enti, sindacati e associazioni. Quel progetto ha dato luogo, per la prima volta, alla costruzione di una effettiva rete regionale, organizzando attività formative e di comunicazione pubblica sul tema, e verrà ripreso nel 2006 con nuovi obiettivi, tra cui l´allargare ulteriormente la rete dei partner e mappare l´offerta dei servizi e delle attività di accoglienza (intesa in senso ampio) erogate a favore dei rifugiati, con particolare attenzione a quanti si muovono al di fuori di impegni formalizzati.
"Rifugiati e richiedenti asilo - spiega l´assessore Dapporto - spesso rischiano di rimanere senza mezzi, assistenza e con tempi di riconoscimento del loro status che, nonostante si siano sensibilmente ridotti dopo l´istituzione delle Commissioni territoriali decentrate, restano ancora lunghi".
Dal loro avvio- il 21 aprile 2005 - alla fine di febbraio 2006, le sette Commissioni territoriali istituite a seguito della legge Bossi-Fini hanno preso decisioni in merito a 6.945 domande d´asilo presentate (furono 8.701 nel 2004) riconoscendo a quasi il 50% dei richiedenti forme di protezione internazionale. Tuttavia rispetto al 2004 si sono modificati i criteri di riconoscimento tanto che calano le concessioni dello status di rifugiato (dal 9% al 5%) mentre aumentano le situazioni per le quali si concede protezione umanitaria (dal 27% al 44%) in quanto fuggono da guerre, situazioni di violenza generalizzata e gravi violazioni dei diritti umani