

(29/06/06) Tre bolognesi, che aderiscono a Bcp (Beati i costruttori di pace), raccontano ai giornalisti il loro viaggio come osservatori elettorali alle prime elezioni libere dal 1962 nella Repubblica democratica del Congo
La conferenza stampa si terrà oggi presso il centro Donati, via san Sigismondo 7, Bologna, alle ore 10.00.
Il 30 luglio nella Repubblica Democratica del Congo si svolgeranno elezioni libere presidenziali a cui presenzierà anche una nutrita delegazione di osservatori della società civile italiana (54 italiani dei Beati costruttori di pace - Bcp) che, per la prima volta, vengono equiparati ai "professionisti" dell’Unione europea o della fondazione Carter.I volontari italiani andranno nelle zone considerate più difficili (nord e sud Kivu) perché lì è stata richiesta la loro presenza dalla "società civile congolese".
Opinione dei Bcp è che In passato la realtà della popolazione congolese sia stata troppo spesso ignorata dalla società civile europea, una ignoranza favorita dal silenzio colpevole dei mezzi di informazione. Vogliono quindi con la propria presenza tentare di rompere questo silenzio. La missione si comporrà di rappresentanti di associazioni e comitati, enti locali, gruppi religiosi e sindacati, ma anche di singoli amici dell’Africa. Si coordineranno con le missioni istituzionali, in particolare dell’Unione Europea, si porranno in ascolto della popolazione e collaboreranno con la Commissione Elettorale Indipendente, espressione della società civile congolese.
Ricordiamo che i Congo sono due: quello di cui si parla è la Repubblica democratica del Congo con capitale Kinshasa: 2 milioni e 300 mila kmq, 8 volte e mezzo l’Italia, con circa 55 milioni di abitanti ma un vero censimento è pressoché impossibile. Persino la tragica contabilità dei morti negli ultimi 10 anni di scontri è incerta: le Nazioni Unite stimano che le vittime siano state intorno ai 4 milioni. Questa lunga tragedia nasce dalle grandi ricchezze del Congo che hanno portato a una trentennale dittatura, poi a una serie di conflitti inter-congolesi e con altri Paesi africani. Ma dal 2001 è faticosamente ripreso un dialogo e un pur difficile cammino di pace: da un lato con l’intervento di una missione (la Monuc) delle Nazioni Unite e dall’altro con il crescente attivismo della società civile in molte zone del Congo (proprio nel 2001 a Bukavu 300 italiani furono invitati a un simposio di pace che si concluse con centinaia di migliaia di persone in corteo e che ottenne l’immediato disarmo di alcune milizie… proprio in una delle zone più devastate dalla guerra).
Per informazioni:
http://www.beati.org/
049 8070522, 338-5991734 (Giusy Baioni)
a Bologna: Massimo Lambertini 320 4569568 oppure Elisabetta D´agostino
348 5244019