

(16/08/06) Nuovo appello della Tavola della pace in vista della manifestazione nazionale per la pace in Medio Oriente che si terrà ad Assisi sabato 26 agosto.
La Tavola della Pace, che raggruppa centinaia di enti locali, regioni (tra cui anche l’Emilia Romagna), associazioni ed organizzazioni ong, rilancia in questi giorni un appello per la Pace in Medio Oriente, per non arrendersi all’idea di un conflitto e di un odio senza fine.
“Dopo 30 lunghi giorni di stragi e devastazioni - scrive la Tavola della Pace - il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha finalmente approvato una risoluzione che chiede a tutte le parti l´immediato cessate il fuoco. Nonostante questa risoluzione giunga con grande e ingiustificabile ritardo, essa segna un importante passo in avanti. Non è la fine della guerra ma può essere il primo passo concreto verso la sua conclusione. Le parole della Risoluzione dell’Onu devono diventare immediatamente realtà per le popolazioni di entrambi i paesi violentate dalla guerra. Ogni minuto di guerra in più è un insulto all’Onu, alla legalità e alla coscienza dell’umanità. Oggi, con ancora più forza, ribadiamo che la pace è possibile. Ma c´è bisogno dell’impegno di tutti. Guai se anche questa risoluzione restasse lettera morta. Non permettiamo che questa opportunità venga sprecata. Chiediamo che la forza di pace dell’Onu includa una forte componente diritti umani”.
E la Tavola della Pce aggiunge che “è venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell’Italia e della comunità internazionale per mettere definitivamente fine alle guerre del Medio Oriente e costruire un ordine mondiale basato sul riconoscimento della dignità e degli uguali diritti di tutti i membri della famiglia umana. A ognuno spetta di fare qualcosa per fermare le stragi, per soccorrere le vittime, per liberare il popolo libanese, palestinese, israeliano, iracheno, afgano,… dalla morsa della guerra, del terrorismo e della violenza, per fermare i produttori e trafficanti di armi, per far prevalere la forza della legge sulla legge della forza, per rafforzare e democratizzare l´Onu, perché torni a germogliare la speranza”.
Anche secondo il Segretario generale dell´Onu Kofi Annan, “le crisi parallele delle ultime settimane in Libano e a Gaza hanno dimostrato ancora una volta che non esiste una soluzione militare a questo conflitto. La guerra non è, e lo ripeto, non è ´la continuazione della politica con altri mezzi´. Al contrario essa rappresenta un catastrofico fallimento della capacità e dell´immaginazione della politica, la fine del primato che le politiche di pace dovrebbero avere”.
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