

(11/06/07) Martedì 12 giugno è la giornata mondiale contro il lavoro minorile. E l’ultimo rapporto dell’Ilo -agenzia dell’ONU che vigila sul rispetto della dignità del lavoro- segnala una situazione allarmante... English page
218 milioni di bambini e 126 milioni di adolescenti nel mondo sono ridotti in condizione di semi-schiavitù, impiegati in situazioni di lavoro rischiose e spesso anche oggetto di sfruttamento sessuale. E’ soprattutto l’Asia, il paese che ha il più alto numero di bambini lavoratori tra i 5 e i 14 anni –122 milioni-; mentre l’Africa ne conta “solo” 50 milioni.
Agricoltura- Quest’anno la giornata del lavoro minorile focalizza la sua attenzione sui bambini impiegati nel lavoro dei campi. Il settore agricolo è quello con la più grande percentuale di minori lavoratori (70%). L’agricoltura impiega circa 132 milioni di bambini dai 5 ai 14 anni, costretti per tutto il giorno, sotto al sole, a piantare e raccogliere e spruzzare pesticidi. Lavorare nei campi è un’attività faticosa e dura per il bambino che in questo modo non riesce e non ha neanche il tempo di dedicarsi allo studio, con effetti negativi anche sull’intera società. Inoltre questo tipo di lavoro è considerato tra i 3 più pericolosi (insieme a quello in miniera e a quello edile) per incidenti e malattie.
La campagna-“STOP child labour – school is the best place to work” è una campagna promossa dal network di organizzazioni non governative europee Alliance 2015 con l’obiettivo di contribuire allo sradicamento del lavoro minorile attraverso la promozione del diritto all’educazione per ogni bambino. Le 7 linee guida del progetto insistono su come lo sfruttamento del lavoro minorile causi e perpetui la povertà dei paesi e che per essere fermato debba necessariamente essere accompagnato ad un’adeguata promozione del diritto allo studio e all’istruzione, vero indice di benessere di un paese.
L’attività delle ong impegnate nella campagna ha aiutato molti bambini, non solo strappandoli al giro della prostituzione e accogliendoli in centri di accoglienza, ma anche convincendo e aiutando le loro famiglie a farli studiare.
Italia-Ma lo sfruttamento del lavoro minorile è un fenomeno che purtroppo interessa anche l’Italia dove oltre 400.000 bambini dai 7 ai 14 anni sono obbligati a lavorare sottopagati e sfruttati. Di questi, il 30-35 per cento nel Sud, il 15-18 per cento nelle città del Centro-Nord.
Dall´indagine svolta intervistando 1.918 consulenti del lavoro, emerge che il settore che impiega maggiormente i bambini è quello agricolo (28,3%) e dei laboratori artigiani (22,1%) seguiti dal commercio e dalla ristorazione (entrambi circa 17%). Si tratta di attività stagionali dove i ragazzini, in pausa scolastica, vengono impiegati nei mesi estivi per l’immediato bisogno di manodopera a basso costo. Più preoccupante è l´indicazione di una percentuale, seppure minima (4,7%), di minori che svolgerebbero lavoro domestico per conto terzi. Invece è fortunatamente in calo (5,39 %) l’impiego dei bambini nel settore della edilizia, attività dove in passato si è fatto largo uso di lavoro dei minori di età inferiore ai 15 anni.
Alla domanda su quale sia la causa principale del lavoro minorile, il 25,47 per cento dei consulenti del lavoro ha indicato prioritariamente una grave condizione di disagio che si sviluppa nell´ambito familiare.
Per arginare lo sfruttamento del lavoro minorile i consulenti del lavoro indicano tre strade principali:innanzitutto l´aumento dei controlli sulle imprese, soprattutto nei momenti dell´anno in cui premono esigenze di stagionalità; in secondo luogo una sensibilizzazione scolastica affinchè anche gli stessi giovani si rendano conto del potenziale sfruttamento ; e infine l´istituzione di qualche meccanismo disincentivante per le imprese che ricorrono al lavoro minorile.
Telefono Azzurro e il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro (Cncl) hanno siglato un protocollo d´intesa per sensibilizzare le istituzioni, le imprese e la scuola sul tema dei baby-lavoratori.
Tavola Rotonda- E a Roma presso la Fao (Viale delle Terme di Caracalla) il 12 giugno alle 14.00 si discuterà su “Il raccolto del futuro: un’agricoltura libera dal lavoro minorile”. Una Tavola Rotonda tra Governo e Parti Sociali che prevede la partecipazione del Direttore dell’Ilo, del Sottosegretario di Stato al Ministero della Solidarietà Sociale, del Lavoro, e della Pubblica Istruzione e che presenterà gli scenari e le nuove sfide del lavoro minorile in Italia.
(Francesca Mezzadri)