

(31/05/2007) Nel 2004 più di 17.000 persone bisognose si sono rivolte ai Centri di Ascolto delle Caritas regionali, ma nel 2005 la quota supera i 21.000. English page
Il Rapporto- E’ stato presentato a Bologna il primo allarmante dossier sul rapporto “Povertà e politiche sociali”(Carrocci Faber 2007) realizzato dalla delegazione regionale della Caritas italiana.
Ragazze madri, giovani senza casa, immigrati clandestini sono le persone più colpite dalla grave crisi economica e sociale che ha investito l’Italia negli ultimi anni con gravi conseguenze regionali.
Sono soprattutto stranieri (su quattro utenti, uno solo è italiano), in gran parte provenienti dai paesi dell’Est (55%) e dal Nord Africa (33%) e spesso clandestini (a Bologna il 50% di loro non sono in regola con il permesso di soggiorno) i bisognosi che chiedono aiuto alla Caritas.
I dati sono stati presentati anche sulla base dell’analisi dei principali indicatori di disagio sociale -minori in difficoltà, prostituzione e tratta, dipendenze, criminalità e sicurezza.
La famiglia- L’aumento di richiesta d’aiuto ai Centri d’ascolto è dovuto soprattutto ai redditi insufficienti per le numerose famiglie di immigrati che si sono ricongiunte. E le politiche regionali sembrano dimostrare uno scarso investimento sulla famiglia, intesa sia come destinataria che come protagonista di interventi messi in campo.
Insieme a dati e storie sono state presentate anche le valutazioni sulla legislazione regionale in base a 18 documenti (9 leggi regionali, 7 delibere di giunta e 2 delibere dell’assemblea legislativa) per individuare effettivamente gli interventi della Regione Emilia Romagna per la famiglia in campo operativo e culturale e valutarne l’utilità in termini di produzione di libertà e benessere.
Valutazioni politiche familiari- Considerando indicatori quali “beneficiari”(14 punti), “sussidiarietà” (11,8 punti), “strategie”(11,9 punti) ed “azioni”(10,7 punti) il punteggio complessivo delle politiche sociali in Emilia Romagna si attesta sui 48,5 su 100 complessivi. Confrontato con altre regioni risulta superiore a quello della Sardegna (44,1), ma inferiore a quello della Lombardia (49,5).
Esclusione e vulnerabilità sociale- Don Gianpiero Franceschini, delegato regionale della Caritas Emilia Romagna, sostiene: “L’Osservatorio della povertà rivela che accanto alla tradizionale definizione di povertà si è fatta strada, anche nella nostra regione, la riflessione su esclusione e vulnerabilità sociale, per cui qualunque persona che si trova in situazioni che limitino la sua dignità, di donna o di uomo, o che non possa esprimere le sue potenzialità deve essere oggetto della nostra attenzione di singoli e comunità. Occorrono infatti comunità vigilanti per contrastare il pericolo strisciante di considerare normale ciò che un tempo era inaccettabile nel nostro territorio.”
E oltre a creare reti tra Comuni e quartieri, è necessario riappropriarsi della propria responsabilità di cittadini.