

(05/12/08) E’ sempre una difficile lotta quella dei disabili che devono attraversare strade inagibili e spesso maltenute delle nostre città, o salire sui mezzi pubblici per accedere a uffici, abitazioni, luoghi d’intrattenimento. Non è difficile intuire la frustrazione, e persino la rabbia, per certe situazioni. Anche a chi non è disabile capita di muoversi con ben poca disinvoltura con un passeggino, qualche busta della spesa, un pacco voluminoso o accompagnando un parente anziano...>>>
Basta un poco di immedesimazione. Perché dunque la legislazione su questi temi deve procedere ancora più lentamente di noi poveri cittadini nella giungla urbana?
Nel frattempo l’Italia, tra i principali promotori del documento in sede ONU, ha firmato il 30 marzo
Un Osservatorio nazionale per la disabilità- Ma ancora più importante sarà la prossima tappa: l’istituzione dell´Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità per l’attuazione della Convenzione. Questo organismo indipendente, con cui collaboreranno anche regioni, enti locali, Inps e Istat dovrà produrre, entro 2 anni dalla ratifica e poi ogni 4 anni, un rapporto dettagliato sulle misure prese per rendere efficaci gli obblighi sanciti dal documento e sui progressi conseguiti al riguardo; presenterà quindi annualmente al Parlamento
L’importanza della Convenzione ONU- Il documento ONU è una vera meraviglia della trattatistica internazionale che va davvero oltre i problemi ovvi delle barriere architettoniche, dell’assistenza sociale, dell’inserimento lavorativo per i disabili. Essa sancisce, o meglio ribadisce, una sfera completa di diritti dei cittadini disabili e i requisiti per la loro tutela in soli 50 articoli, mentre un Protocollo Facoltativo sulle Comunicazioni consente a individui e gruppi di fare appello al Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità, una volta che tutte le possibilità di ricorso alle autorità nazionali siano esaurite. Questo Comitato di esperti indipendenti, da crearsi a breve con l’entrata in vigore della Convenzione, riceverà rapporti periodici dagli Stati che vi hanno aderito sul modo in cui essi hanno ottemperato agli obblighi che derivano dal trattato.
La disabilità nel mondo- Per capire il valore di questo documento, basti pensare che si stimano nel mondo almeno 650 milioni di persone con disabilità: un decimo della popolazione mondiale, ma oltre due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite non prevedono per essi, attualmente, alcuna protezione giuridica.
La situazione peggiora poi nei paesi in via di sviluppo, dove si calcola viva l’80% dei disabili e dove la difficile situazione economica complessiva, e talvolta anche la forte stigmatizzazione sociale, fanno ulteriormente degenerare la condizione dei disabili. Le difficoltà economiche di questi paesi debbono incoraggiare gli aiuti internazionali, mentre –come ricordato dal Presidente Napolitano nel suo messaggio del 3 dicembre - le future difficoltà economiche non debbono rallentare gli sforzi anche nei paesi più sviluppati.
(Stefano Lodi)