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Home > Primo Piano > La Convenzione ONU sulla disabilità in Italia: un arrivo senza barriere?

La Convenzione ONU sulla disabilità in Italia: un arrivo senza barriere?

(05/12/08) E’ sempre una difficile lotta quella dei disabili che devono attraversare strade inagibili e spesso maltenute delle nostre città, o salire sui mezzi pubblici per accedere a uffici, abitazioni, luoghi d’intrattenimento. Non è difficile intuire la frustrazione, e persino la rabbia, per certe situazioni. Anche a chi non è disabile capita di muoversi con ben poca disinvoltura con un passeggino, qualche busta della spesa, un pacco voluminoso o accompagnando un parente anziano...>>>

cartello in città Basta un poco di immedesimazione. Perché dunque la legislazione su questi temi deve procedere ancora più lentamente di noi poveri cittadini nella giungla urbana?

La Convenzione sui diritti dei disabili- Eppure tra la fine di novembre e i primi di dicembre si è stranamente susseguita una serie notevole di avvenimenti a tal proposito, che ha scatenato discussioni e strappato titoli sui giornali, riportando il tema d’attualità per qualche giorno. Lo spunto è stato la ratifica tramite ddl della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità da parte del Consiglio dei Ministri italiano del 28 novembre. Ancora una volta la spinta per affrontare gli argomenti più sensibili ed in apparenza “astratti e romantici” proviene dalla comunità internazionale. Tuttavia, il documento in questione era già stato stilato già nel 2006, dopo ben 4 anni di trattative, è annunciato come “il primo grande trattato sui diritti umani del ventunesimo secolo”. La XX^ ratifica, necessaria per l’entrata in vigore internazionale, è arrivata il 3 maggio di quest’anno.
Nel frattempo l’Italia, tra i principali promotori del documento in sede ONU, ha firmato il 30 marzo 2007 a New York e, con il ddl di novembre, la convenzione è diventata efficace anche nel nostro ordinamento. Pochi giorni dopo, il 3 dicembre, è stata celebrata la Giornatainternazionale delle persone con disabilità. Una ratifica in tempistica perfetta.

Un Osservatorio nazionale per la disabilità- Ma ancora più importante sarà la prossima tappa: l’istituzione dell´Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità per l’attuazione della Convenzione. Questo organismo indipendente, con cui collaboreranno anche regioni, enti locali, Inps e Istat dovrà produrre, entro 2 anni dalla ratifica e poi ogni 4 anni, un rapporto dettagliato sulle misure prese per rendere efficaci gli obblighi sanciti dal documento e sui progressi conseguiti al riguardo; presenterà quindi annualmente al Parlamento la Relazione sull´attuazione della legge quadro 104/92 (per l´assistenza, l´integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), obbligo finora assolto dal governo. Obiettivo ancora più importante riguarderà le sue funzioni: l’Osservatorio aspira infatti a divenire un luogo dedicato al confronto costante tra le istituzioni e le associazioni di rappresentanza e le famiglie dei disabili.

L’importanza della Convenzione ONU- Il documento ONU è una vera meraviglia della trattatistica internazionale che va davvero oltre i problemi ovvi delle barriere architettoniche, dell’assistenza sociale, dell’inserimento lavorativo per i disabili. Essa sancisce, o meglio ribadisce, una sfera completa di diritti dei cittadini disabili e i requisiti per la loro tutela in soli 50 articoli, mentre un Protocollo Facoltativo sulle Comunicazioni consente a individui e gruppi di fare appello al Comitato sui Diritti delle Persone con Disabilità, una volta che tutte le possibilità di ricorso alle autorità nazionali siano esaurite. Questo Comitato di esperti indipendenti, da crearsi a breve con l’entrata in vigore della Convenzione, riceverà rapporti periodici dagli Stati che vi hanno aderito sul modo in cui essi hanno ottemperato agli obblighi che derivano dal trattato.

La disabilità nel mondo- Per capire il valore di questo documento, basti pensare che si stimano nel mondo almeno 650 milioni di persone con disabilità: un decimo della popolazione mondiale, ma oltre due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite non prevedono per essi, attualmente, alcuna protezione giuridica. La Convenzione è stata finora ratificata da 41 nazioni, la metà negli ultimi mesi: in Europa lo hanno fatto finora solamente Austria, Croazia, Ungheria, Spagna, Slovenia e San Marino.
La situazione peggiora poi nei paesi in via di sviluppo, dove si calcola viva l’80% dei disabili e dove la difficile situazione economica complessiva, e talvolta anche la forte stigmatizzazione sociale, fanno ulteriormente degenerare la condizione dei disabili. Le difficoltà economiche di questi paesi debbono incoraggiare gli aiuti internazionali, mentre –come ricordato dal Presidente Napolitano nel suo messaggio del 3 dicembre - le future difficoltà economiche non debbono rallentare gli sforzi anche nei paesi più sviluppati.


(Stefano Lodi)

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