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Home > Primo Piano > Rapporto Enar 2007: l'Italia e il razzismo

Rapporto Enar 2007: l'Italia e il razzismo

(15/12/08) All’indomani della giornata dei diritti umani, il Rapporto Enar 2007 (European Network Against Racism) scopre un’Italia dove ancora il razzismo dilaga. Sembra che le discriminazioni verso migranti e minoranze siano infatti rimaste immutate rispetto all’ anno precedente. Ciò che cambia sono i destinatari degli episodi di razzismo: non più cittadini non comunitari e persone di fede musulmana, ma cittadini romeni, rom e sinti. >>>

bambina straniera Quanto siamo stati razzisti in Italia nel 2007?- Se la situazione pare immutata rispetto al 2006, e già questa non è buona notizia, l’elemento preoccupante è che i media –che teoricamente dovrebbero contribuire al processo di costruzione di una società serena all´insegna della pace e della non-violenza- non aiutano a migliorare la situazione, anzi pare che amplifichino il problema.
Il 2007 è stato un anno di crisi per l’Italia. Le proposte per il Testo unico sull’immigrazione e la legge sulla cittadinanza non si sono concluse e la difficile situazione economica e governativa del paese hanno reso ancora più difficile il capitolo “immigrazione”. Gli ingressi dei nuovi comunitari –i romeni- l’insicurezza, l’allarme criminalità, i media che hanno fatto da megafono a tutte le paure: il clima da teso è diventato sempre più ostile nei confronti degli immigrati, fino al famoso pacchetto sicurezza di luglio 2007 (che ordinava l’immediata espulsione degli immigrati clandestini e prevedeva un´aggravante di pena per clandestini) e i numerosi episodi di razzismo soprattutto nei confronti di rom che si sono verificati nel corso dell’anno. Non sono mancate neanche prese di posizione apertamente razziste da parte di alcuni esponenti politici. Tuttavia è aumentato anche il controllo e il monitoraggio da parte del governo sui casi di razzismo: numerosi i rapporti documentati su dati e episodi pubblicati da organi istituzionalmente predisposti.

Il Rapporto in dettaglio- Il Rapporto, dopo una breve introduzione e presentazione dei dati ed excursus sui gruppi più vulnerabili –i romeni, i rom e i sinti, ma anche i minori- illustra i vari dati e casi di discriminazione compiuti in specifici  settori e le politiche del 2007.
Secondo i dati Istat, in Italia gli immigrati rappresentano il 5% della popolazione totale, il 10% in più rispetto all’anno precedente con prevalenza di romeni, marocchini e albanesi; ma i gruppi più vulnerabili sembrano essere romeni, rom e sinti. Anche i minori sono compresi in questo triste elenco del 2007, soprattutto quelli che arrivano delle coste e dei quali dopo mesi si perdono completamente le tracce: il Ministero della solidarietà sociale ha denunciato che dei 6.600 minori non accompagnati giunti in Italia solo il 10% è seguito da programmi governativi.
La situazione non è comunque semplice neanche per i minori stranieri, con genitori, che vanno a scuola: il loro numero è sempre più alto e spesso gli insegnanti non riescono a seguirli.
Ma pare che anche gli adulti immigrati che cercano lavoro in Italia non se la passino troppo bene: nel settore dell’occupazione, il Rapporto denuncia il mancato riconoscimento dei loro titoli di studio acquisiti nel paese d’origine, il loro inserimento nei livelli contrattuali più bassi, e, in generale condizioni di lavoro più sfavorevoli e prive delle adeguate norme di sicurezza.
In compenso i prezzi degli affitti per le case degli immigrati continuano a crescere –di conseguenza anche gli sfratti. Questo non pare essere un problema per i Rom che vivono neri "campi": anche se spesso le loro “confortevoli” residenze vengono sgomberate per ragioni di ordine pubblico.
Per quanto riguarda la sanità , il rapporto fa luce soprattutto sulle cattive condizioni di salute degli immigrati irregolari e dei rom che tra l’altro, anche con regolare permesso di soggiorno, incontrano grandi difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari.
E dal punto di vista legislativo, come sottolineato prima, il testo Unico sull’immigrazione non è ancora completo così come la legge sulla cittadinanza, in compenso ecco il pacchetto sicurezza e, da non dimenticare, la proposta del governo di prendere impronte digitali ai Rom e la conseguente ammonizione del Parlamento europeo che ha invitato lo Stato ad astenersi –essendo un “atto di discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica, vietato dall’art.14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e per di più un atto di discriminazione tra i cittadini dell’Ue di origine Rom o nomadi e gli altri cittadini ai quali non viene richiesto di sottoporsi a tali procedure”.
Nel frattempo molti giornali e alcune Tv hanno parlato di "invasioni del nemico". 


(Francesca Mezzadri)

  • Il sito ENAR e il Rapporto 2007
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