

(26/11/08) In questi giorni il freddo è arrivato e anche il piano anti-freddo per i senza dimora a Bologna è scattato, se pure con qualche giorno di ritardo. Rappresentanti del Comune, delle associazioni, come Piazza Grande e City Angels, e dei dormitori si sono incontrati martedì 25 novembre per decidere come affrontare quest’anno l’”Emergenza freddo”. >>>
Piano anti-freddo- Il piano consiste nel mettere a disposizione dei senza dimora alcune strutture di pernottamento supplementari e decidere come organizzare gli aiuti.
Come spiega la vice sindaco Adriana Scaramuzzino: “Siamo pronti, con 300 posti letto a disposizione”. Di solito, come spiega una rappresentante di piazza Grande ci si incontrava ad ottobre in modo da fronteggiare subito i primi freddi, ma il lieve ritardo è dovuto per via del varo dei nuovi Sportelli sociali di Quartiere. I nuovi sportelli diverranno la prima “hall” per i senza dimora e i bisognosi che, prima di tutto, dovranno essere indirizzati qui.
Coperte e aiuti- E se a Rimini qualche settimana fa 4 giovani ventenni hanno dato fuoco ad un clochard per gioco, c’è comunque qualcuno che si preoccupa delle loro condizioni. In primis l’associazione City Angels, che ha aperto una sede anche a Bologna lo scorso maggio, e chiede ai cittadini coperte, vestiti pesanti e sacchi a pelo da distribuire in giro per la città. “Da tre giorni a questa parte ce ne stanno chiedendo più di
Speriamo che quindi che un po’ di generosità possa compensare alcuni gravi fatti che sono accaduti a Bologna l’anno scorso come l’omicidio di Mariano Tuccella, vittima di un pestaggio da parte di 3 giovani, e il piccolo esempio di intolleranza che ha visto un clochard multato di 742 euro per violazione di codice della strada (ingombrava una panchina in piazza San Francesco).
I senza dimora in Italia- Ma quanti sono i clochard in Italia? Una stima è difficile, ma pare che le persone senza fissa dimora siano 17.000 (Caritas/Zancan 2000), anche se secondo gli operatori il numero è sottostimato, visto che non considera le persone che vivono in abitazioni precarie o di fortuna. Ciò che è chiaro è che invece aumentano le persone che finiscono in strada tra i 40 e i 50 anni a causa di problemi esistenziali ed economici tra loro legati. In Italia la situazione dei clochard è infatti diversa da quella di molti paesi dell’Europa del Nord: se in quest’ultimo caso finisce in strada chi ha problemi prettamente economici, in Italia la rete familiare è abbastanza solida per fronteggiare questi problemi. Se dunque una persona si ritrova a dormire su una panchina o a vivere di espedienti vuol dire che spesso si tratta di problemi personali, magari legati ad altre motivazioni economiche. Ad esempio sono frequenti i casi di uomini che hanno perso lavoro, o sono stati sfrattati, e che abbandonano la famiglia, per orgoglio, oppure con l’intento di non gravare o non pesare ulteriormente. Infatti chiedere aiuto è difficile. Capire chi ne ha bisogno è più semplice.
FM
(Dati: redattore sociale)