

(14/11/08) Secondo il decreto flussi 2008 che entrerà in vigore a dicembre di quest’anno, in Italia 170.000 lavoratori stranieri potranno essere regolarizzati se possessori di una carta di soggiorno. Tra i privilegiati colf e badanti. Il Presidente della Repubblica parla di “forza e freschezza della nostra nazione”, mentre la Lega si preoccupa di frenare i flussi con politiche restrittive. E noi, dobbiamo temere o ringraziare la presenza straniera sul territorio? Vediamo i dati del Dossier Caritas Migrantes...>>>
Aumenta il numero di stranieri- Secondo l’ultimo Dossier statistico della Caritas Migrantes in Italia gli immigrati sono 4 milioni: circa il 16% in più rispetto alle stime dell’Istat visto che il Dossier considera anche le persone che non hanno ancora trovato residenza. La maggior parte di stranieri in Italia si trova al Nord, soprattutto in Lombardia, mentre nel Lazio ci sono tanti immigrati quanti in tutto il meridione. I più numerosi sono i romeni (625mila residenti) che sono aumentati negli ultimi 2 anni di quasi 1 milione. Seguono gli albanesi (402 mila presenze) e i marocchini (366 mila) e, con un distacco più ampio, i cinesi e gli ucraini.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha incontrato qualche giorno fa la rappresentanza straniera al Quirinale sembra non avere dubbi riguardo la positività di questa affluenza “Questo afflusso di nuove energie, provenienti da ogni parte del mondo e radicatesi nel nostro Paese, e´ un fattore di freschezza e di forza per la nazione italiana”.
Integrazione?- E in effetti, tornando ai numeri, pare che sia proprio così. In Italia lavorano circa 1 milione e mezzo di immigrati –il che vuol dire che rappresentano il 10% degli occupati-e secondo la stima di Unioncamere con il loro lavoro contribuiscono al 9% alla creazione del Pil.
Inoltre gli stranieri regolari si stanno lentamente integrando se dal Dossier emerge che 1 matrimonio su 10 avviene con partner straniero, le acquisizioni di cittadinanza sfiorano le 40 mila unità, le nuove nascite sono 64 mila ovvero 1 bambino su 10 è nato da genitori stranieri, gli studenti aumentano di 70 mila l’anno, i minori sono più di 100 mila (ma c’è anche chi li vorrebbe relegati in classi differenziate).
Criminalità?- E per quanto riguarda la criminalità? Pare che ci siano da fare nette distinzioni tra immigrati regolari e irregolari. I primi hanno all’incirca lo stesso tasso di devianza degli italiani, mentre gli addebiti giudiziari più numerosi sono da imputare agli immigrati irregolari, anche se spesso anche questi ultimi singolarmente non sono veri e proprio criminali. Il vero pericolo è la criminalità straniera organizzata dalla malavita locale: sono loro i maggiori responsabili della delinquenza nel nostro paese.
Sottolinea il presidente della Repubblica Napolitano “Si e´ affermato il principio di una netta distinzione tra immigrazione legale e immigrazione illegale, nel senso di incentivare la prima, pur sottoponendola a procedure che tengano conto di necessità effettive, e di contrastare risolutamente la seconda".
Ma la lotta all’immigrazione clandestina “criminale” viene portata avanti dal partito della Lega che pensa di risolvere il problema puntando sull’accesso dei flussi. Mercoledì 12 novembre il partito ha proposto nuovi emendamenti restrittivi al ddl sulla sicurezza che prevedono per gli immigrati nuove regole più dure: innanzitutto il blocco dei flussi di ingresso per 2 anni, in secondo luogo l’obbligo di pagamento delle prestazioni sanitarie in Italia (quindi l’accesso al Pronto Soccorso deve essere pagato), ma soprattutto l’obbligo dei medici di denunciare gli irregolari. Non solo. La proposta contempla anche il divieto d’accesso ai pubblici alloggi per gli stranieri non residenti in Italia da meno di 10 anni, il blocco dei ricongiungimenti familiari per procura e il divieto di girare a volto coperto per farsi sempre riconoscere. Gli emendamenti verranno discussi nei prossimi mesi.
Tuttavia, che ci stia bene o no –e sarebbe bene capire che dovrebbe star bene a tutti – nel 2050 il numero di immigrati triplicherà fino a raggiungere la quota di circa 12,4 milioni di presenze. Ma aumenteranno anche gli anziani: da 12 milioni gli italiani over 65 saranno 22 milioni. E senza gli immigrati, che rappresentano le giovani leve e quegli occupati in lavori che italiani non accetterebbero più, il nostro paese popolato di anziani diminuirebbe notevolemente le sue capacità produttive. E anche il numero di abitanti.
Francesca Mezzadri
(Fonte: Redattore Sociale)