

(20/10/08) Se si presta ascolto ai media, sembra che i giovani d’oggi siano interessati unicamente a divertirsi, seguire le mode e ignorare il resto del mondo. Tiriamo un sospiro di sollievo: non sempre è così, anzi spesso i ragazzi accusano un profondo senso di smarrimento, non sapendo come prendere in mano il proprio Tempo. Un’opportunità per trascinarlo in qualche buona direzione, c’è. >>>
Indubbiamente, uno dei settori più preziosi in questo senso, che stimola la crescita personale e quella della società, è quello del volontariato. E la Regione Emilia Romagna è estremamente ricca da questo punto di vista: a fronte di 2.723 associazioni iscritte al registro regionale, operano in realtà oltre 4.000 di esse. Quelle registrate sono divise nell’ordine tra servizi socio-assistenziali, sanitario e tutela dei diritti e tra le province primeggiano Bologna (19%), seguita da Parma e Modena (rispettivamente 378 e 354 organizzazioni).
Diffusesi negli scorsi decenni per rimediare a diverse carenze dei sistemi pubblici e per dare espressione all’interessamento della società per tematiche particolarmente delicate, le associazioni di volontariato superano ormai, a cavallo del millennio, la propria “fase adolescenziale” e debbono dimostrare di sapersi “reincarnare” nelle nuove generazioni e essere parte solida del nostro contesto sociale.
Ma per accedere alle generazioni disilluse di cui si diceva sopra, è necessario abbandonare quella patina di buonismo che finora ha rivestito queste iniziative. Ed in particolare è necessario enfatizzare come il volontariato possa al contrario arricchire e fornire nuove prospettive umane proprio ai cinici giovani d’oggi.
Così i Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) lanciano una campagna che sfrutta i codici comunicativi immediati dei giovani, partendo da uno slogan in inglese “SayYes” (Dì di Sì!) e che, anche attraverso il proprio logo d’impatto, intende investire sulla tecnica di marketing giovanile per definizione, cioè il passaparola. L’iniziativa intende letteralmente invadere i luoghi e gli strumenti della comunicazione giovanile (100.000 opuscoli verranno distribuiti nei locali, verranno diffusi spot in 150 cinema della regione, è stato lanciato un sito web e aperta una gara di creatività sul tema). Tutti sono orientati a registrare i gusti dei giovani, comprenderne tendenze e preferenze, così da poter riorganizzare le attività in funzione di quei bisogni di cui essi stessi sono i primi testimoni.
Ancora, lo scopo finale è attirare tutti i giovani emiliano-romagnoli tra i 18 e i 30 anni, consentendo un passaggio generazionale più fluido. Anche nel campo dell’associazionismo è infatti innegabile la necessità di un “ricambio” generazionale che includa lo “scambio” a discapito dello “scontro”. Di questo l’iniziativa intende farsi pienamente carico con apposite e sistematiche attività di formazione, che comunichino in primo luogo ai giovani valori e motivazioni, ma anche soddisfazioni, che si possono ricavare dal volontariato.
(Stefano Lodi)