

(25/09/08) A partire da giovedì 25 fino a domenica 28 settembre è in programma a Piacenza il Festival del diritto. Salute, mobbing, precarietà, procreazione, sicurezza, famiglia e dignità umana saranno al centro di dibattiti, forum, seminari e cortometraggi. “Questioni di vita”che non possono che coinvolgere tutti. E non solo per la presenza di esperti ed ospiti illustri, nonché originali e ricchi “format”, ma proprio perché si tratta di argomenti che ognuno nella vita dovrà affrontare. >>>
"Mettere il diritto al centro significa rendere possibile una riflessione condivisa su ciò che siamo, sui valori in cui crediamo, sulle ragioni che guidano le nostre prese di posizione. Significa acquisire consapevolezza, prendere coscienza delle idee, dei sentimenti e dei pensieri che muovono i nostri comportamenti individuali e collettivi”. Queste le parole del Sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, per illustrare il tema cardine del Festival alla sua prima edizione. Il Festival, organizzato dal Comune di Piacenza e dalle edizioni Laterza, promosso dal Comune e dalla Provincia di Piacenza, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Camera di Commercio, dal Politecnico di Milano e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con Il Sole 24 Ore, si terrà a Piacenza, nei più bei palazzi del centro della città e nei teatri che per l’occasione saranno aperti a tutto il pubblico interessato.
La vita e il diritto - E si tratterà proprio di “questioni di vita”, momenti nei quali ci si domanda se il diritto possa prevalere sulla libera volontà. “Può la regola giuridica sottrarre il governo della vita ai diretti interessati, sostituirsi alla loro libera volontà? Cercando di rispondere a questo interrogativo scopriremo virtù e limiti del diritto, che non può divenire uno strumento autoritario per imporre valori non condivisi”. Con queste parole Stefano Rodotà professore di diritto civile ed ex-presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, nonché responsabile scientifico dell’evento spiega la ragione d’essere del Festival che inaugurerà lui stesso giovedì 25 settembre alle ore 16.30 presso il Salone di Palazzo Gotico, a Piacenza. “La vita e il diritto” sarà proprio il primo tema che affronterà il giurista, mentre, dopo altri incontri con il giornalista Ferruccio de Bortoli e Baron Crespo ex presidente del Parlamento Europeo, la sera si susseguiranno spettacoli tra i quali un film sui DICO e cortometraggi –legal thriller e storie di processi vincitori di numerosi festival internazionali.
I"format" dei giorni seguenti- Le giornate seguenti verranno aperte invece con la “Parola chiave” (mobbing, salute, procreazione) la parola che verrà spiegata e illustrata con tutte le sue problematiche da giuristi. I “Focus”, tenuti da esperti del settore, si concentreranno invece su casi specifici come la tratta o il testamento biologico, mentre le “Visioni” si focalizzeranno sul pensiero di studiosi e filosofi. Durante i “Forum” e le “Intersezioni”, oltre agli esperti sarà invece possibile ascoltare la voce dell’opinione pubblica, su temi come la sicurezza sul lavoro e il ruolo dei giudici nella vita umana, cercando di approfondire esempi e pensieri. Ci si metterà alla prova nelle “Istruzioni per l’uso”, seminari tecnici su temi legati all’esercizio delle professioni legali, mentre sarà possibile ascoltare voci autorevoli e sagge dai “Testimoni del Tempo”, grandi protagonisti della vita pubblica italiana che racconteranno la loro esperienza umana e professionale legata al mondo del diritto: Livia Pomodoro, primo Presidente donna del tribunale di Giustizia di Milano, l’avvocato Franzo Grande Stevens e altri. E la sera sono previsti spettacoli con concerti e rassegne di importanti corti su storie di casi di processi o di vita vissuta.
Insieme su questioni di vita- In tutti questi incontri, presentati con questa ricca formula di format, aperti anche a scuole e a ingresso libero, si cercherà di andare al di là di banalità e semplificazione da “format televisivo”, e di affrontare realmente questioni di vita, con occhi che non sono solo nostri, ma anche di altri, esperti e non. Come spiega Stefano Rodotà: “Il diritto come mezzo di costrizione o di liberazione? (…) Non è impresa che i giuristi possano condurre in solitudine. Per questo, oggi più che in passato, la riflessione sul diritto richiede sensibilità e occhi diversi - dei filosofi e degli storici, dei genetisti, dei sociologi, dei teologi. Così vogliamo discutere a Piacenza.”.
(Francesca Mezzadri)