

(30/04/09) Attraversando le strade e le piazze dei comuni italiani si è soliti imbattersi in qualche targa dedicata ai “Caduti del lavoro”, termine con il quale sono designati e ricordati tutti coloro che hanno perso la vita per incidenti sul luogo di lavoro...
A partire dagli anni ´60, il movimento operaio italiano ha voluto fare ricorso ad una terminologia molto più incisiva, quella di “omicidi del lavoro”, per indicare con nettezza le responsabilità dirette dei sistemi di produzione delle economie industrializzate rispetto alle scarse condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro, specialmente nei settori edilizio, siderurgico e delle estrazioni minerarie. È degli ultimi anni, invece, l’utilizzo sempre più ricorrente dell’espressione “morti bianche” per designare il fenomeno. Dalle statistiche collezionate da diverse istituzioni ed organizzazioni internazionali – in primis
Italia e Europa-Resta all´Italia il non invidiabile primato delle vittime sul lavoro in Europa. Nel nostro Paese il numero delle "morti bianche"
Nelle cifre ufficiali non sono compresi gli incidenti che non vengono denunciati da chi è impiegato nell´ambito del lavoro nero dove, secondo l´Inail, si verificherebbero almeno 200 mila casi ogni anno. Questi numeri, riferisce l´Amnil, mostrano come non si tratti di un fenomeno occasionale e relegato a situazioni straordinarie, ma sia piuttosto "un effetto perverso che sembra profondamente innervato nel modo di produzione".
Manca la prevenzione-La rinnovata consapevolezza della gravità del fenomeno
Tra i rimedi necessari indicati dall´Anmil figurano un maggiore investimento sulle attività di prevenzione e controllo, l´introduzione di sanzioni adeguate alla gravità ed alle conseguenze dei comportamenti, l´organizzazione di un apparato amministrativo e giudiziario che assicuri l´applicazione certa e rapida delle sanzioni e la promozione di iniziative informative, formative e culturali che sviluppino nel medio-lungo periodo una maggiore attenzione alla prevenzione.
Iniziative di sensibilizzazione-A tutte le morti bianche sarà dedicato il concerto del Primo Maggio
Francesco Argese