• Cerca nel sito
  • Salta ai contenuti
  • Salta al menu
  • Vai alla Home page
Logo Pace e Diritti
Pace e diritti
Logo - Regione Emilia-Romagna
Giunta Assemblea legislativa

 
 

Le istituzioni locali e il mondo associativo per la costruzione di una rete in materia di cooperazione, cultura di pace, integrazione multietnica, promozione dei diritti umani e della solidarietà fra i popoli.

  • Home Page [H]
  • Accessibilità [A]
  • Kit didattico "Diritti si nasce"
  • I diritti umani e l'Europa
  • Organizzazioni e istituzioni
  • Educare alla Pace
  • Documentazione e pubblicazioni
  • Bacheca
  • Il progetto
  • Emergenza terremoto in Abruzzo
  • Agenda appuntamenti
  • Newsletter PaceNews
  • Il microfono della pace
  • I video dei diritti umani
  • Risorse di rete
  • La redazione del portale
  • Primo Piano
  • Link [L]
Home > Primo Piano > Vivere sotto le due Torri. Parlano gli stranieri

Vivere sotto le due Torri. Parlano gli stranieri

(15/04/09) Chi sono e come vivono gli stranieri a Bologna? Una ricerca promossa dall'Azienda USL e gestita dalla Provincia di Bologna mette in luce quattro aspetti della vita degli stranieri bolognesi: formazione e lavoro, sicurezza, salute e accesso ai servizi sanitari, e integrazione nella società. E ciò che emerge è che non ci conosciamo quasi per nulla gli uni con gli altri... >>>

foto di straniero in mezzo al traffico cittadino La ricerca- La ricerca "Vivere sotto le due torri",  realizzata da diverse partnership come UCODEP, IIPLE, INAIL, INPS e Osservatorio per la prevenzione negli ambienti di lavoro, è stata presentata il mese scorso durante un seminario pubblico. Si tratta di una ricerca sociale quantitativa, la prima di questo tipo a Bologna, che affronta diverse tematiche (dati personali, salute, lavoro, accesso ai servizi..) intervistando un campione casuale e rappresentativo di stranieri residenti a Bologna. Sono state realizzate 350 interviste faccia-a-faccia a lavoratori stranieri adulti di 17 nazionalità residenti in 22 Comuni della provincia di Bologna. E sono emersi questi dati.

Formazione e lavoro- Gli stranieri non sono mai andati a scuola? A quanto pare no. Oltre l´80% dei lavoratori stranieri intervistati ha studiato più di otto anni; il 47% ha un diploma professionale o di scuola superiore e il 18% una laurea o un titolo post-laurea. Tuttavia a quanto pare il lavoro che fanno in Italia forse non sempre corrisponde alle loro aspettative: fra le persone che facevano un lavoro intellettuale nei loro paesi, attualmente 4 su 10 fanno l’operaio generico o specializzato, mentre 1 su 4 che era operaio specializzato si trova a fare l’operaio generico. Ed è forse il mestiere da operaio quello che infatti occupa la maggior parte di stranieri a Bologna (40%), a seguire chi si occupa di pulizie (10 %), chi lavora come colf o baby-sitter (9%) o è addetto ai trasporti e alla movimentazione (7 %).
In generale un’alta percentuale di loro è comunque occupata (l’87%), eccezione fatta per le donne che registrano una disoccupazione dell’11%.

Sicurezza sul lavoro- Se il settore formazione può riservare una sorpresa per noi italiani, lo stesso discorso vale per quello della sicurezza. A quanto pare infatti solo il 37 % di stranieri ha frequentato corsi di sicurezza durante l´orario di lavoro. E la cosa si fa grave se si considera che 1/3 di coloro che sono impiegati nel settore industriale lavora in posizioni pericolose o con alte temperature. Tra l’altro il 22% del campione non è informato sui propri diritti in caso di infortunio, soprattutto le donne.

Salute e accesso ai servizi sanitari- Nessun problema, a quanto pare, invece, su questo fronte. 1 intervistato su 3 gode di uno stato di salute molto buono. Non stupisce, considerando i lavori che la maggior parte di loro fanno, che i dolori per i quali soffrano maggiormente riguardino l’apparato osteo-muscolare e locomotore, e che siano spesso soggetti a stress dovuto forse al loro stato di migrante (ansia, disturbi del sonno). Tuttavia una coscienza c’è: la percentuale di persone regolarmente iscritte al SSN è alta (97%) come quella di coloro che si rivolgono abitualmente al proprio medico in caso di malessere (98%).

Integrazione – Gli stranieri che abitano a Bologna sembrano non vivere poi così male in Italia, apparentemente. Quasi la metà di loro possiede già il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno) o la carta di soggiorno comunitaria. E Il 78 % di loro è interessato a ottenere la cittadinanza italiana, mentre il 54% è addirittura  “molto interessato”. Significativa è poi la percentuale di coloro che hanno acquistato una casa (21%) , mentre quasi tutti possiedono gli elettrodomestici (96 %), e la metà di loro ha in casa anche il satellite e la pay tv.
Tuttavia questi agi casalinghi che possono addirittura apparire superflui ad una prima lettura, sono forse le poche compagnie che le famiglie straniere possiedono. Sembra infatti che la maggior parte di loro viva in condizioni di isolamento: più della metà degli intervistati non frequenta mai colleghi al di fuori dell’ambiente di lavoro. Gli amici sono soprattutto i connazionali con i quali a volte si passa il tempo libero. Sono forse le persone con titolo di studio più elevato quelle che instaurano legami con i vicini di casa, specie nei Comuni di montagna, ma si tratta di casi rari.
Rimane infatti molto bassa la partecipazione alla vita associativa: più del 90% di stranieri non ha mai partecipato nell’ultimo anno all’attività di associazioni culturali italiane, o di altre comunità straniere e di partiti politici. Solo lo sport coinvolge leggermente di più: un misero 14% del campione è iscritto ad attività sportive.
Concludendo: questi dati ci stupiscono? Beh, non dovrebbero stupirci più di tanto: d’altronde pare evidente che nonostante si viva nella stessa città non ci si conosca abbastanza. O per niente.

FM

Informazioni sulla ricerca “Vivere sotto le due torri":
http://www.provincia.bologna.it/sanitasociale/Engine/RAServePG.php/P/355911180700/M/252811180706

  •  Sintesi della ricerca "Vivere sotto le due Torri" (pdf, 136 kB)
Logo - ERMES Logo Assemblea legislativa
credits