

(14/01/09) La questione immigrazione soprattutto nell’ultimo decennio in alcune città italiane sta diventando un problema. Persino a Bologna, una delle città italiane più accoglienti e sensibili alle questioni sociali, si è vissuto con estremo disagio il problema di immigrati e senza-tetto di tutte le età. Per affrontarlo però, non mancano iniziative che cercano di rilanciare lo spirito di solidarietà e cooperazione. >>>
Le stazioni, specie nel centro-nord, da Milano a Firenze, sono dei “luoghi caldi” della difficile convivenza tra cittadini e immigrati illegali/senza-tetto. Un nervo scoperto e visibile delle contraddizioni e delle differenze nella nostra società. In primavera, in vista della trasformazione dello scalo ferroviario bolognese in “Grande Stazione”, la stazione di Bologna diverrà un luogo di primo ascolto e di invio ai servizi per i senza-dimora. E’ un’iniziativa dell’associazione ´´Povertà: nuove ricchezze´´, che si affianca ad un importante progetto formativo: l’apertura a marzo di un corso sulla solidarietà sociale nell’università di Bologna.
Le due iniziative sono strettamente collegate: da un lato, la necessità di “normalizzare” la situazione dei senza-tetto, dato che la stazione modernizzata per esigenze di sicurezza sarà sempre meno ospitale nei confronti dei suoi usuali “inquilini”, che dovranno rapidamente essere indirizzati altrove; dall’altro, si intende sfruttare la ricchezza di questo contesto per formare sul campo i futuri studenti del corso. E’ già stato identificato un luogo specifico per svolgere queste funzioni: accanto all’area est della stazione, che diverrebbe così aula universitaria e centro di assistenza, oggi in restaurazione.
Questa natura “mista” si riflette nel gruppo dei fondatori, esperti di assistenza sociale come don Giovanni Nicolini, ex direttore della Caritas, e docenti universitari, cioè Andrea Segré, preside della facoltà di Agraria e ideatore del Last minute market (in cui si recuperano le merci invendute, senza valore commerciale, ma ancora idonee per essere utilizzate), e Vincenzo Balzani e Antonio Genovese. E in occasione della cena pubblica mercoledì 24 gennaio alle 20.30 alla parrocchia della Dozza (in via della Dozza 5/2), l’associazione intende farsi conoscere e pubblicizzare la filosofia delle proprie azioni. Di formazione recente (nasce nel 2008), l’associazione cerca ora linfa nuova per portare avanti le proprie iniziative, forte del proprio riconoscimento universitario, che conferisce veri e propri crediti formativi agli studenti che vi parteciperanno.
Stefano Lodi