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Povertà... questa "sconosciuta"

(16/11/09) Cosa vuole dire essere poveri? La maggior parte della popolazione europea non ha un’idea chiara di cosa significhi indigenza. L’unica cosa certa è che 8 europei su 10 pensano che il livello di povertà sia cresciuto negli ultimi 3 anni (anche se non sembra un problema loro). Un sondaggio di Eurobarometro indaga sul pensiero degli europei alla vigilia del 2010, anno europeo della povertà ed esclusione sociale. >>>

foto di casa in quartiere povero La povertà esiste- Il sondaggio di Eurobaromentro, condotto tra agosto e settembre 2009, si basa  su circa 27.000 interviste fatte in tutti gli Stati membri dell´Unione europea, e serve a far luce sull’idea che i cittadini europei hanno della povertà . Innanzitutto, se circa 80 milioni di persone nell’Ue, ovvero il 16% della popolazione, vivono sotto la soglia della povertà, tra la gente non vige invece un’opinione univoca per stabilire chi è povero e chi no.
Secondo il 24% della popolazione europea è considerato “ povero” chi non può partecipare completamente alla vita della società, secondo il 21% lo è chi si rivolge alla Caritas, mentre solo secondo il 18% è “povero” chi vive realmente al di sotto della soglia della sopravvivenza.
Ma quindi sono considerati poveri solo i paesi del terzo mondo?
A quanto pare no: gli europei sono infatti ben coscienti che il livello di povertà negli ultimi 3 anni li ha toccati direttamente, visto che l’84% di loro pensa che la povertà sia aumentata in questo periodo. Addirittura Ungheria, Lettonia e Grecia lamentano un forte aumento. In generale tutti i paesi europei (73%) –soprattutto Romania, Bulgaria e Romania- ritengono che la povertà sia diffusa nel proprio paese. E un 89% si aspetta un’azione urgente da parte del proprio governo per sconfiggere il problema.

Perché la povertà?- Tra le motivazioni addotte: la disoccupazione (per il 52% della popolazione europea), salari insufficienti (49%), pochi benefit sociali o pensioni inadeguate (29%) e anche l’eccessivo costo della casa (per il 26% ) problema sentito soprattutto nella Repubblica Ceca e a Cipro.
Diversità di opinioni tra Nord e Sud europeo per quanto riguarda le cause profonde che generano povertà: secondo il Nord, sono soprattutto il basso livello di educazione e le scarse occasioni di formazione (53%) a causare il rischio di indigenza, mentre secondo il Sud dell’Europa, la povertà è considerata un problema “ereditato”. E sono proprio i paesi del Sud a porre enfasi sull’importanza dei legami familiari (ad esempio il 32% dei portoghesi pensa che la gente sia povera quando non riceve adeguati aiuti dalla propria famiglia e dagli amici).

A rischio povertà- Tra le persone considerate a maggior rischio di povertà ci sono i disoccupati (secondo il 56% della popolazione), le persone più anziane (41% della popolazione, soprattutto over 50) e chi ha un livello più basso di educazione (secondo il 31% della popolazione, lo stesso che probabilmente adduceva tra le cause di povertà la scarsa educazione).
Il dato preoccupante è che il cittadino medio europeo, nonostante sia conscio che il problema della povertà lo riguardi da vicino, non si ritiene personalmente a rischio. Il sondaggio rivela infatti che in media, solo il 12% della popolazione europea teme per il proprio futuro economico. Ungheresi e bulgari in testa. Anche i disoccupati europei sono più pessimisti della media: il 16% di loro teme di rimanere senzatetto. In effetti, un po’di scetticismo, in un panorama abbastanza preoccupante, è comprensibile.

Francesca Mezzadri

  •  Il sondaggio di Eurobarometro sulla povertà (pdf, 350 kB)
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