• Cerca nel sito
  • Salta ai contenuti
  • Salta al menu
  • Vai alla Home page
Logo Pace e Diritti
Pace e diritti
Logo - Regione Emilia-Romagna
Giunta Assemblea legislativa

 
 

Le istituzioni locali e il mondo associativo per la costruzione di una rete in materia di cooperazione, cultura di pace, integrazione multietnica, promozione dei diritti umani e della solidarietà fra i popoli.

  • Home Page [H]
  • Accessibilità [A]
  • Kit didattico "Diritti si nasce"
  • I diritti umani e l'Europa
  • Organizzazioni e istituzioni
  • Educare alla Pace
  • Documentazione e pubblicazioni
  • Bacheca
  • Diventa Fan di Pace e diritti !
  • Il progetto
  • Agenda appuntamenti
  • Newsletter PaceNews
  • Il microfono della pace
  • I video dei diritti umani
  • Risorse di rete
  • La redazione del portale
  • Primo Piano
  • Link [L]
Home > Primo Piano > La fame nel mondo aumenta. Prendiamo esempi...

La fame nel mondo aumenta. Prendiamo esempi...

(15/10/09) 9% in più di persone che soffrono la fame: secondo il rapporto sull’Insicurezza Alimentare pubblicato dall'agenzia delle Nazioni Unite per l'agricoltura e l'alimentazione (Fao) e dal Programma alimentare mondiale (Pam) la situazione nel mondo non è affatto migliorata, anzi siamo arrivati al livello più alto dal 1970. 1,02 miliardi è il numero di persone denutrite di cui la maggior parte si trova in Asia e nel Pacifico (642 milioni ). Ma non c’è bisogno di andare tanto lontano… >>>

bambino si ciba Le cause- Se infatti il triste primato spetta all’Asia, secondo il rapporto Fao-Pam anche nei paesi sviluppati 15 milioni di persone soffrono la fame. Ad esempio, solo in Italia 3,5 milioni non ha soldi neanche per procurasi cibo. Situazione gravissima anche in Africa Sub sahariana (265 milioni) e   grave in America Latina e Caraibi (53 milioni). Il primo Obiettivo del Millennio, ovvero dimezzare il livello degli affamati entro il 2015, è veramente lontano.
Ma come mai questo aumento?
Secondo la Fao il numero di denutriti è aumentato in modo lento e costante in questi anni. Pare infatti che la crisi abbia ormai raggiunto un livello globale: la crescente povertà vuol dire meno investimenti esteri, meno aiuti allo sviluppo, meno rimesse in denaro, meno scambi commerciali. E se i paesi più sviluppati hanno scelto di “contenersi” negli aiuti al terzo mondo, i paesi sottosviluppati hanno dovuto   diminuire le importazioni di derrate alimentari, di medicine e di attrezzature mediche.
“Una possibili soluzione potrebbe essere quella di investire nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo” spiega   il direttore generale della Fao, Jacques Diouf “non solo per sconfiggere fame e povertà, ma anche per assicurare una generalizzata crescita economica, e dunque pace e stabilità nel mondo”.

Prendiamo esempio dal Brasile- Invece secondo un rapporto appena pubblicato da ActionAid “Chi sta veramente combattendo la fame?”, una possibile soluzione sarebbe quella di seguire le politiche dei governi del Brasile, della Cina, del Ghana, del Vietnam e del Malawi. I 5 Stati sono infatti in testa alla classifica stilata dall’ONG tra i 51 governi che più si sono distinti per combattere la fame nel mondo. E’ necessario infatti, secondo ActionAid, valutare e studiare le singole best practices per avere un quadro generale della situazione nel mondo e prendere “esempi”.
“Questa classifica” spiega Marco Del Ponte segretario generale della ONG “valuta non solo i risultati raggiunti dai governi, ma anche le politiche e gli impegni che essi hanno preso per sconfiggere la fame”. E nella classifica ci sono anche i paesi in via di sviluppo, valutati considerando gli investimenti che fanno in agricoltura e le loro spese per la protezione sociale. E’ il caso della Cina, che grazie a supporti statali per piccoli contadini ha ridotto  gli affamati di 58 milioni in 10 anni.
Tra i paesi industrializzati invece c’è da prendere esempio dal Lussemburgo (primo), ma anche Inghilterra (ottava)e Francia (nona)sono ad una buona posizione. L’Italia invece è solo quattordicesima. Questo è dovuto soprattutto agli scarsi investimenti destinati alla lotta al cambiamento climatico e nei sistemi di protezione sociale, settori nei quali l’Italia è addirittura ultima. Se l’Italia investisse maggiormente nella cooperazione internazionale, invece di concentrarsi unicamente sui problemi nazionali, questo tornerebbe anche a suo vantaggio.
“Non bastano più le parole e non esiste una formula magica per risolvere il problema della fame” spiega ActionAid nel rapporto “ci sono lezioni e “best practices” che arrivano da quei Paesi che hanno messo in atto azioni efficaci per fermare o addirittura invertire il trend della fame. (…) Certamente è necessario un massiccio e urgente supporto in termini di risorse per i sostenere i sistemi di agricoltura e alimentare reti di protezione sociale per gruppi vulnerabili”.
Se al World Food Summit del prossimo mese, gli stati donatori si impegneranno a versare i 23 miliardi di dollari promessi per finanziare queste misure, allora forse la percentuale di denutriti nel mondo si arresterà.


Francesca Mezzadri

Il sito di ActionAid:
www.actionaid.it

Il sito della Fao:
http://www.fao.org/

Logo - ERMES Logo Assemblea legislativa
credits