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Home > Primo Piano > Violenza contro le donne: leggi e consapevolezza

Violenza contro le donne: leggi e consapevolezza

(10/09/09) Si è tenuta ieri a Roma la Conferenza internazionale contro la violenza alle donne promossa dal Ministero degli Esteri, che si protrarrà fino ad oggi. Il presidente Napolitano ha condannato tutti gli episodi di omofobia e xenofobia, ricordando i valori della Carta dei diritti dell’Unione europea. Solidarietà, uguaglianza, dignità. In Italia però le donne vittime della violenza sono 7 milioni. >>>

foto di donna 7 milioni - Gli ultimi dati ai quali ci si può riferire sono infatti quelli Istat del 2007 (che si basano sull’anno 2006), dati non proprio aggiornatissimi, e probabilmente inferiori se consideriamo i casi di violenza nascosta che i centri anti-violenza in tutta Italia segnalano. Perché violenza nascosta? Perché secondo il Ministero il 93% dei casi di violenza non viene denunciato. Il motivo non è così difficile da immaginare. Come rivelano le statistiche, la violenza nasce soprattutto dentro casa. Gli uomini responsabili di maltrattamenti alle donne non sono sconosciuti che girano per strada, o meglio, non sono solo loro, ma si tratta soprattutto di mariti (34% dei casi), ex mariti (12% ) e conviventi (8%). Persone che è difficile denunciare, persone dalle quali è difficile separarsi. Una situazione che può protrarsi nel tempo per anni.

Una storia come tante- Racconta Antonella Oriani, presidente del Coordinamento regionale dell’Emilia-Romagna dei centri anti-violenza e dell’associazione SOS donna di Faenza : “In base ai dati del 2007 emerge che il 33% di donne era capace di vivere in una situazione di violenza per oltre 10 anni, ora sono diminuite al 28%. (…) Mi viene in mente questa donna che è venuta in 3 riprese diverse al centro, facendo colloqui anche di consulenza legale. (…) Si trattava di una donna che lavorava, con un’indipendenza economica, una figlia complice che l’appoggiava e tuttavia non ce la faceva a uscire dal clima di violenza. Poi finalmente è scattato qualcosa, anche grazie all’azione di emporwement, la continua forza che abbiamo cercato di darle, sollecitandola a riconoscere le sue potenzialità. E dopo un periodo molto lungo lei è riuscita con l’aiuto dei carabinieri a cacciare quest’uomo di casa, un uomo che tutti i giorni la picchiava e controllava i suoi tempi, cronometrando il minimo ritardo. (…) Ha ricostruito la sua vita, dopo tanti anni, aveva 40 anni quando era venuta..Ora va a ballare, fa nuove amicizie, si è sistemata  i denti - la prima cosa che ha fatto dopo averlo lasciato, cosa che lui non le aveva mai permesso di fare prima. Ricordo che mi chiamava quando era al Pronto soccorso e spesso non si faceva neanche curare perché aveva paura di arrivare in ritardo a casa ed essere ancora picchiata”.
Una situazione simile a quella di molte altre donne che subiscono violenze. Le conseguenze di tale fenomeno portano non solamente a problemi di salute e/o menomazioni permanenti alle donne ma anche a traumi psicologici che possono degenerare in depressione, alcolismo o tossicodipendenze e possono danneggiare anche i figli.

Stalking e leggi- Si tratta di violenze fisiche, come botte e percosse o abusi sessuali, ma anche di violenze psicologiche, economiche, o stalking –termine nuovo per definire un fenomeno vecchio: quello della persecuzione ossessiva. Fenomeno che ha ripreso “vigore” soprattutto tra i più giovani. Caterina Righi della “Casa delle donne per non subire violenza”di Bologna spiega che recentemente si rivolgono al centro sempre più ragazze che hanno avuto relazioni anche brevi con un ragazzo e che da allora sono state perseguitate con minacce, mail, lettere, appostamenti e tentativi di violenza.
E’ forse da qui che bisogna iniziare a porsi il problema, a capire che c’è qualcosa che non va, se anche tra i più giovani è diffuso questo fenomeno. In questo senso bisognerebbe combattere l’omofobia e la xenofobia che intaccano tutta la nostra società. Partire da azioni concrete di prevenzione, rivolte anche e soprattutto agli uomini. Perché le leggi per proteggere le donne da mariti o partner violenti ci sono. Dal 2001 vige l’ordine di protezione grazie al quale il partner violento non può avvicinarsi all’abitazione e ai luoghi frequentati dalla denunciante per almeno 6 mesi. Ed esiste la recente legge contro lo stalking, dove il molestatore rischia da un minimo di 6 mesi a un massimo di 4 anni di carcere.
Quello che manca, purtroppo, non è solo il coraggio delle vittime a denunciare i casi di violenza, ma soprattutto la consapevolezza che si tratta di un problema grave che riguarda non solo le donne, ma tutta la società. Farlo uscire allo scoperto, riconoscerlo, parlarne anche nelle scuole, può essere il primo passo per sradicarlo.


Francesca Mezzadri

La violenza contro le donne? Un problema degli uomini
leggi l´ intervista a Caterina Righi della "Casa delle donne"


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