

(17/09/09) Puoi prendere un libro in prestito per non più di mezz’ora. Puoi fargli tante domande sulla sua vita, magari berci qualcosa insieme, l’importante è non urtare la sua sensibilità. Alla fine della lettura forse saprai qualcosa in più, forse avrai abbattuto qualche pregiudizio o forse ti sarai semplicemente divertito. Perché leggere un libro della Biblioteca vivente vuol dire chiacchierare con un pregiudizio. E magari smontarlo. >>>
Pregiudizi e etichette- Tutti noi abbiamo pregiudizi. Le donne straniere che girano col velo non sono bene integrate nella nostra società
Ma cos´è la Biblioteca vivente?- L’idea della Biblioteca vivente è nata 9 anni fa grazie all’associazione danese “Stop alla violenza” ed è stata ripresa dal Consiglio d’Europa all’interno della campagna “Tutti uguali e tutti diversi” contro le discriminazioni. Si tratta di un format che viene usato in modo diverso dai vari enti ed associazioni europee. In Emilia-Romagna è la Rete provinciale contro le discriminazioni che se ne occupa. Sono stati già diversi gli appuntamenti di letture organizzati dai vari enti della Rete (ad esempio quello del Comune di Modena), e, visto il grande successo, sono destinati a ripetersi e ingrandirsi, ampliando il loro "catalogo".
L´appuntamento del 19 settembre - Sabato 19 settembre in occasione della Notte Bianca a Pieve di Cento (Bologna)
Il catalogo è vasto
Sfatare un mito vuol dire superarlo e capirne le ragioni. Per farlo è necessario ascoltare. In occasioni normali spesso non si ha l’occasione o la voglia di chiacchierare con gente lontana dal nostro entourage
Francesca Mezzadri
Per avere informazioni sulla Biblioteca vivente :
Raffaele Lelleri
tel. 051.6598992
raffaele.lelleri@provincia.bologna.it
http://www.provincia.bologna.it/discriminazioni