

(3/12/10) Venerdì 3 dicembre, nella Giornata internazionale delle persone disabili, le associazioni bolognesi Rp Emilia-Romagna, Uici e Anpvi scendono in piazza. “Tra fermate del Civis, piste ciclabili sui marciapiedi e parcheggi selvaggi è impossibile muoversi a Bologna" questo l'appello di chi trova difficoltà a muoversi in città. >>>
Una vera e propria manifestazione organizzata, con un corteo per la città, cartelli, striscioni e volantini, per chiedere alle istituzioni di rispettare i diritti all’autonomia, alla mobilità e al lavoro e di impegnarsi ancora di più per rendere Bologna e tutta la Regione più sicure e a misura dei disabili visivi. Venerdì 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, le associazioni dei ciechi e degli ipovedenti di Bologna - l’Associazione Retinite pigmentosa Emilia-Romagna, l’Associazione nazionale privi di vista e ipovedenti (Anpvi) e l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (Uici) sono scese in piazza.
Le richieste- “E’ la prima volta che le associazioni bolognesi che si occupano di disabilità visiva si mettono insieme e decidono di manifestare - dice Pasquale Bonamassa, coordinatore regionale dell’Anpvi - Sarà una manifestazione civile ma di protesta, in cui chiederemo di far rispettare le leggi e di dare concretezza ai diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione delle Nazioni Unite”. “Dopo anni di confronto con le istituzioni locali - continua Bonamassa - ora pretendiamo risposte”.
La mobilità- E’ soprattutto la mobilità a preoccupare i disabili visivi bolognesi, dal traffico automobilistico in crescita ai semafori con avvisi acustici guasti, dalle piste ciclabili lungo i marciapiedi, fino alle fermate del Civis in mezzo alle corsie e al parcheggio selvaggio delle biciclette. “Il rumore del traffico copre suoni e voci e non ci permette di orientarci - spiega Tonino Daga dell’Anpvi -. Inoltre, secondo una direttiva europea, tutti i semafori dovrebbero avere un dispositivo acustico che ci permetta innanzitutto di individuare le strisce pedonale e quindi di attraversare con il verde. Invece a Bologna di questi semafori ce ne sono solo settanta e pochi funzionano”. Pochissime, secondo le associazioni, anche le piastrelle tattilo-plantari installate dal Comune ai semafori: “In più erano di bassa qualità e oggi sono state divelte oppure si sono come accartocciate, così che da aiuto ora sono per noi una fonte di pericolo e ci fanno inciampare”.
Dispositivi acustici- I disabili visivi lamentano poi la scarsa manutenzione dei dispositivi acustici sugli autobus e alle fermate, che sono frutto di un protocollo firmato nel 2005 con il Comune e l’Atc. “Inoltre - continua Prantoni della Uici - è mancata del tutto un’opera di sensibilizzazione, tanto che sempre più spesso passeggeri e residenti nei pressi delle fermate degli autobus si lamentano per il fastidio dei messaggi sonori”.
Servizio taxi- Anche il servizio taxi a favore dei non vedenti andrebbe rivisto: non più finanziamenti a pioggia, che secondo le associazioni costano al Comune 480 mila euro all’anno, ma buoni da distribuire direttamente ai disabili visivi. Per quanto riguarda i trasporti regionali, chiedono poi le associazioni, “perché non fare come in Lombardia, per esempio, dove con un unico abbonamento agevolato i disabili possono muoversi liberamente con i mezzi pubblici e i treni in tutta la Regione?”.
Civis- E poi c’è il tema del Civis, una “questione ingarbugliatissima” riconoscono i disabili visivi bolognesi. “Si è deciso di spostare le fermate degli autobus in mezzo la strada - continua Tonino Daga - senza però creare sui marciapiedi o sotto i portici dei punti di riferimento o dei dispositivi che ci permettano di capire dove attraversare evitando di essere investiti”.
Diritto al lavoro- Al centro della protesta non manca il diritto al lavoro. Le associazioni puntano il dito contro la disapplicazione della legge sull’inserimento obbligatorio dei disabili visivi nelle amministrazioni pubbliche e nelle grandi imprese, che “preferiscono pagare una multa piuttosto che darci lavoro”.
“Quando si parla di diritti all’autonomia e alla mobilità si pensa che un disabile voglia uscire di casa per prendere un po’ di aria - conclude Gennaro Iorio della Uic -. Così si dimentica che siamo delle persone, dei cittadini, dei lavoratori e anche dei consumatori. Escluderci è un atteggiamento stupido, soprattutto in tempi di crisi”.
Per informazioni:
Andrea Prantoni, presidente U.I.C.I. Bologna, cell. 346 6190873.
Pasquale Bonamassa, coordinatore A.N.P.V.I. Emilia-Romagna, cell. 335 1551002