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Home > Primo Piano > Verso la Convenzione delle Nazioni Unite per le Persone con Disabilità

Verso la Convenzione delle Nazioni Unite per le Persone con Disabilità

(17/02/10) Sta per essere defintivamente adottata da tutti i paesi dell'UE, la Convenzione delle Nazioni Unite per le Persone con Disabilità , il primo strumento internazionale vincolante che stabilisce standard minimi di diritti civili, politici, sociali, economici e culturali per le persone disabili. Ed è pure la prima convenzione delle Nazioni Unite sui diritti umani a cui l'Unione Europea aderisce per intero. >>>

Disabilità: un diritto umano- La Decisione del Consiglio è un´autentica pietra miliare, in quanto riconosce la disabilità come un diritto umano per l´intero territorio UE: in altre parole, tramite la Decisione la disabilità diviene una questione di diritto e non più di semplice welfare.

Quindi la Convenzione diviene vincolante per tutti gli Stati membri. Ratificata da 75 Stati, tra cui 12 Stati membri, è stata invece almeno firmata da tutti i membri UE, che hanno in questo modo dimostrato attenzione verso il documento. Ma in assenza di ratifica, essa non può “da sola” produrre effetti sul territorio e per le persone dei rimanenti 15 Stati membri, che pure hanno promesso di farlo nei tempi permessi dalle procedure di ratifica nazionali.

La Convenzione sarà potenzialmente in grado di portare numerosi cambiamenti nella vita dei cittadini disabili della UE. Ad esempio, non potrà essere loro negato di disporre dei beni di loro proprietà e di gestire i propri affari finanziari. Quindi, impone obblighi molto specifici e circostanziati per l´accessibilità ai luoghi, ai mezzi di trasporto e ai servizi di informazione pubblici.

Disabilità nell´UE- Le statistiche UE indicano che i disabili in Europa sono circa 65 milioni, in aumento con l´estensione dell´età media. Dimostrano quindi che le persone disabili sono 2-3 volte più esposte alla disoccupazione, anche a seguito di ostacoli fisici e di infrastrutture informative. Ad esempio, solo la metà di essi ha autentiche possibilità di accedere all´istruzione terziaria (universitaria e post-universitaria) e tendenzialmente guadagna meno e in meno: solo il 38% dei disabili europei tra i 16 e i 34 anni dispone di un proprio reddito contro il 64% del resto della cittadinanza.

Questo tipo di obblighi ricadranno anche sull´UE, nella misura in cui impone un approccio integrato tra i vari dipartimenti e istituzioni, dato che colpisce molti dei settori di sua competenza UE, dal mercato unico alla società dell´informazione. Nel mentre, la Commissione europea sta sviluppando la Strategia Europea per la Disabilità 2010-2020 ed ha lanciato a tal riguardo una consultazione pubblica on-line. Non dimentichiamo infatti che, sia da parte dei disabili che dal resto dei cittadini europei, come rilevano le statistiche ufficiali UE, si ha un´alta percezione della disabilità come fattore di discriminazione.

Cooperazione allo sviluppo- Ancora, la Convenzione porterà implicazioni ben precise anche nell´ambito della cooperazione allo sviluppo. Per le 70 delegazioni UE sparse per il mondo è stato creato un network tra i referenti per la disabilità per confrontare esperienze, scambiare best practices e coordinare eventuali richieste legate alla specificità della loro missione, così da rendere ancora più efficaci i 145 milioni di euro stanziati e spesi tra il 2000 e il 2009. 

Stefano Lodi


Convenzione delle Nazioni Unite per le Persone con Disabilità

 

 

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