• Cerca nel sito
  • Salta ai contenuti
  • Salta al menu
  • Vai alla Home page
Logo Pace e Diritti
Pace e diritti
Logo - Regione Emilia-Romagna
Giunta Assemblea legislativa

 
 

Le istituzioni locali e il mondo associativo per la costruzione di una rete in materia di cooperazione, cultura di pace, integrazione multietnica, promozione dei diritti umani e della solidarietà fra i popoli.

  • Home Page [H]
  • Accessibilità [A]
  • Kit didattico "Diritti si nasce"
  • I diritti umani e l'Europa
  • Organizzazioni e istituzioni
  • Documentazione e pubblicazioni
  • Educare alla Pace
  • Bacheca
  • Diventa Fan di Pace e diritti !
  • Chi siamo
  • Bando di concorso René Cassin
  • Agenda appuntamenti
  • Newsletter PaceNews
  • Il microfono della pace
  • I video dei diritti umani
  • Risorse di rete
  • Primo Piano
  • Link [L]
Home > Primo Piano > Il reato della tortura in Italia

Il reato della tortura in Italia

(28/06/10) Il 26 giugno è stata la giornata mondiale contro la tortura. La tortura è espressamente vietata nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (secondo l’articolo 4 della Carta firmata dal 2001 da tutti paesi dell’Ue:“nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti”), ma nel codice penale italiano non si parla di "reato" di tortura. >>>

un'immagine di Guernica (picasso) La tortura in Italia?- Nonostante la raccomandazione del Consiglio dei diritti umani dell´ Onu che a febbraio ha esaminato la situazione italiana, non è stata ancora prevista nel codice italiano alcuna pena esplicita nei confronti dell’atto di tortura.
Ma, si può obiettare, la tortura in Italia non esiste.

In realtà purtroppo non è così. E’ infatti considerata tortura qualsiasi atto di violenza e abuso anche psicologico perpetrato dalle forze dell’ordine  per estorcere confessioni o per infliggere punizioni. Se consideriamo valida questa definizione, è evidente che esistono anche in Italia alcuni casi controversi: le accuse di violenza alla polizia sui manifestanti del G8 di Genova alla scuola Diaz, la morte di Stefano Cucchi in carcere, il pestaggio di Stefanio Gugliotta dopo la partita Roma-Inter…
Non è necessario parlare delle prigioni di Abu Ghraib, o dei vigilantes cinesi: questa forma di violenza che molto ha a che fare con lo scarso rispetto della dignità umana , non è poi così lontana da noi ed è giusto che sia punita adeguatamente.

Il "reato" della tortura- Laura Mirachian,ambasciatore italiano presso le organizzazioni internazionali a Ginevra ammette che in effetti un testo unico contro la tortura in Italia non esiste ma in vari capitoli dei nostri codici sono già previste pesanti sanzioni per reati di questo tipo. L’ambasciatrice spiega inoltre che l´Italia “ha già sottoscritto il protocollo facoltativo relativo alla Convezione contro la tortura e lo ratificherà, inserendo anche un meccanismo di vigilanza per la tortura all´interno della prevista Autorità nazionale per il rispetto dei diritti umani”.

Tuttavia ad oggi ancora la parola “tortura” sui nostri codici non esiste e le sanzioni previste attualmente sono quelle che riguardano abusi d’ufficio e di violenze, sanzioni che però, come spiega Mauro Palma, presidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura, sono comunque più basse di quelle che sarebbero previste per un reato così specifico.

“La non introduzione del reato” spiega il presidente “modifica la percezione di gravità dei comportamenti. La resistenza dell´Italia a dare maggiore trasparenza ai luoghi di detenzione, a differenza di quanto hanno deciso di fare i 24 stati del Consiglio d´Europa che hanno deciso di perseguire la tortura, allunga ombre scure sui comportamenti delle forze dell´ordine”. E proprio perché in Italia, come specifica lo stesso Palma, le forze dell’ordine non hanno nulla da nascondere, è importante che una proposta di legge che introduca questo reato venga approvata.

FM


Fonte: Osservatorio contro la repressione in Italia

Logo - ERMES Logo Assemblea legislativa
credits