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Home > Primo Piano > Sempre più razzismo in Europa

Sempre più razzismo in Europa

(30/07/10) Non è vero che il razzismo in Europa sta diminuendo. Anzi. Più la nostra società diventa multiculturale, più aumentano gli episodi di intolleranza e discriminazione. Nonostante ormai sia considerato normale convivere con etnie e religioni diverse, rom, migranti, neri, musulmani, ebrei sono sempre il bersaglio delle nostre frustrazioni quotidiane. La denuncia dell’ECRI al Consiglio d’Europa. >>>

scritta su muro in Italia “Nel corso dell´anno appena concluso, vi è stato un inasprimento del dibattito sull´immigrazione ed un aumento di atteggiamenti xenofobi ed intolleranti, tra cui attacchi verbali virulenti ed episodi di violenza”: sono le frasi di Nils Muiznieks, presidente della Commissione europea contro il razzismo e l´intolleranza (ECRI) che davanti al Consiglio d’Europa, organizzazione internazionale che si occupa della salvaguardia dei diritti umani, ha espresso i suoi timori per il forte aumento della violenza razzista in Europa.

Il rapporto annuale dell´ECRI e la legislazione- Il Rapporto annuale pubblicato dalla Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza rivela che ad un aumento di difficoltà economiche che riguardano l’intero paese europeo - la crisi, la disoccupazione, il malcontento- la risposta della popolazione spesso degenera nella violenza verso chi è diverso.
Specialmente gli immigrati sono considerati come uno dei capri espiatori responsabili per la disoccupazione e per il deterioramento della sicurezza.

Inoltre, la scarsa fiducia nei governi considerati responsabili dei numerosi tagli alle spese sociali e di una certa “inattività”, induce molti europei a sottrarsi alla legislazione già in vigore che tutela i diritti umani, ripudiando atteggiamenti xenofobi e razzisti. Legislazione europea: c’è la Carta dei diritti fondamentale dell’Ue che con il Trattato di Lisbona è diventata giuridicamente vincolante che riconosce libertà di pensiero, di coscienza e di religione, uguaglianza contro la legge e non discriminazione.
E c’è il Protocollo n.12 alla Convenzione europea dei Diritti dell´Uomo, che prevede il divieto generale di discriminazione, che però deve ancora essere ratificato da 29 Stati membri del Consiglio d’Europa.
E poi ci sono le legislazioni dei vari Stati membri che puniscono atti razzisti e xenofobi.

I fatti del 2009- Tuttavia il Rapporto evidenzia che gli atti discriminatori nel 2009 sono aumentati.
Rom e migranti sono spesso vittime omicidi e raid contro i loro insediamenti. Qualche esempio italiano: nel 2008 dopo i violenti attacchi della popolazione ai campi Rom come quello di Ponticelli (Napoli) molti Rom nel 2009 sono stati sgomberati e di fatto scacciati dalle loro baracche dai vari Comuni delle città per “liberare” le zone occupate. A Rosarno invece, agli inizi del 2010, molti immigrati si sono ribellati: esasperati da condizioni di vita e di lavoro non lontani dalla schiavitù, sono scesi in strada, manifestando tutta la loro rabbia. La polizia e molti abitanti del luogo invece di contenere la rabbia, hanno risposto con la violenza ed è scoppiata la guerriglia.

Non per niente, tra le preoccupazioni contenute all’interno del Rapporto, anche quella relativa alla brutalità delle forze dell’ordine nei confronti dei gruppi vulnerabili, al loro continuo e diffuso ricorso alla schedatura razziale e allo stereotipo, e agli abusi compiuti nella loro lotta contro il terrorismo.

Il Rapporto sottolinea anche la crescente discriminazione nei confronti dei musulmani: nei settori dell´occupazione, delle forze dell’ordine, della pianificazione urbanistica, dell’immigrazione e dell’istruzione. E non è un mistero che anche in Italia chi professa questa religione non trova lavoro in questi campi. Nonostante il livello di integrazione sia cresciuto, molti musulmani sono costretti a svolgere lavori inferiori al loro livello di formazione. Sui media il dibattito si ferma spesso alla questione velo-sì/velo no per le donne musulmane, ma in realtà per misurare l’effettivo livello di tolleranza nei confronti di tale religione bisognerebbe considerare altri parametri.

E ancora, si parla di razzismo nei confronti di neri ed ebrei. Ingiurie legate al colore della pelle, soprattutto in occasione di manifestazioni sportive sono ancora frequenti, così come gli atti di vandalismo contro sinagoghe e cimiteri ebraici.

Siamo veramente ridotti così? Da scatenare guerre contro ipotetici “stranieri” in casa nostra? Da non essere più in grado di riconoscere il minimo livello di umanità?
E allora forse il problema non è ciò che è diverso da noi, ma noi stessi.


Francesca Mezzadri


Il rapporto Annuale dell´ECRI

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