

(01/06/10) C’è un tempo umano e un tempo istituzionale. Il tempo umano per affrontare nuove prove e il tempo istituzionale richiesto per farlo. Quando si parla di progetti finanziati da fondi statali si tiene conto giustamente solo di quello istituzionale. Ma quanto tempo ci vuole per riuscire ad integrarsi in un paese completamente diverso dal tuo? Quanto tempo ci vuole per dimenticare un passato di guerra e violenza? E’scritto da qualche parte? Patrizia, l’operatrice che lavora per la Casa dell’Agave di Bologna all’interno di un progetto SPRAR di assistenza temporanea ad alcune donne richiedenti asilo, dice così... >>>
"Si tratta di un ottimo progetto, ma ovviamente ci sono delle scadenze che dobbiamo considerare e che spesso richiedono alle donne in causa enormi sforzi".
"Perché c è un tempo umano nel quale una donna che viene da un passato difficile
Patrizia si riferisce alle 5 donne che sono ospitate con i loro rispettivi 5 figli alla Casa dell’Agave
Da 6 mesi a 1 anno è il tempo richiesto a queste donne africane
In tutto questo periodo saranno ospitate nella Casa dell’Agave
Le ragazze africane hanno firmato un contratto che le impegna per questi mesi. Se non frequentano i corsi o si rifiutano di partecipare alle attività previste
“Il progetto è nazionale e ha regole molto precise” spiega Letizia.
Il progetto SPRAR- Ma cominciamo dal suo nome. SPRAR. Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati.
Il termine rifugiato è apparso per la prima volta nella Convenzione di Ginevra del 1951 ma c’è gente che ancora fa confusione con richiedente asilo. Rifugiato è colui che vive al di fuori del proprio paese perché lì teme di essere perseguitato per motivi di razza
A livello europeo ancora non esiste purtroppo una politica comune per regolare gli standard minimi riguardo lo status di rifugiato –anche se l’obiettivo del Consiglio europeo è l’armonizzazione del sistema entro il prossimo anno.
In Italia la legge stabilisce che sia la rete degli enti locali
Percorsi- “Il nostro intervento è partito a luglio
In questo caso le persone sono state segnalate dal servizio Centrale alla rete di servizio per gli immigrati ASP di Bologna –che raccoglie i dati e le informazioni. E’ l’ASP che fa da smistamento per il territorio di Bologna: vede quali strutture sono più o meno adatte a seconda delle persone segnalate. In questo caso si trattava di donne che hanno subito violenze fisiche e psichiche e l’ASP ha contattato l’associazione MondoDonna
Non per nulla: i fondi sono nazionali e devono rientrare all’interno del progetto. Servono per garantire vitto e alloggio alle donne ospitate (esiste un budget specifico che lo SPRAR dà ad ogni donna tramite la struttura ospitante: 45 euro mensili destinate a spese personali per la madre e 45 per il bambino e 100 euro mensili a testa per il cibo).
Inoltre la struttura ospitante ha il compito di predisporre per loro corsi di alfabetizzazione e
Un percorso lungo
Storie lontane- Queste donne sono tutte straniere
In Nigeria nonostante la volontà del governo vigente di promuovere la parità di genere
Questi sono i paesi da dove loro sono scappate. Probabilmente avranno anche affrontato un viaggio terribile
Sono state comunque fortunate. Ma hanno ancora molta strada da fare.
“Alcune sono analfabete” spiega Letizia “la donna somala ha qualche difficoltà soprattutto per la lingua
A tutte è richiesto un grande sforzo.
Mentre intervisto le operatrici
Magari con i bambini è più semplice?
“In realtà non è cosi semplice neanche con loro” mi spiega Patrizia “C’è una bambina che ora fa la prima elementare
La rete- Il sostegno e l’aiuto che danno le operatrici in questo percorso
Il percorso finalizzato al raggiungimento della piena autonomia di queste donne
L’integrazione è però un processo duplice che non coinvolge solo le richiedenti asilo ma anche il paese che le ospita. E ovviamente esistono delle difficoltà causate dalla mancanza di informazioni su queste situazioni. “Nei poliambulatori
Nel frattempo le donne ospitate dalla Casa dell’Agave fanno anche richiesta di asilo politico e l’ASP si occupa di guidarle nel rinnovo dei documenti di soggiorno e nelle pratiche. Potranno ottenere asilo politico
Intrecci- Un anno. “Il progetto comporta tappe molto difficili per loro” spiega Patrizia “Ancora non sono autonome. C’è come una sorta di intreccio tra quello che dovrebbero essere e quello che possono fare. Bisogna chiedere a loro di sforzarsi tutti i giorni”.
Ognuna ha i suoi tempi che non necessariamente coincidono con quelli stabiliti a priori.
Questo progetto ha l’enorme pregio di aiutarle anche se ovviamente comporta delle scadenze. Nessuna critica sul fatto che le abbia: le deve avere. Ma teniamo conto
Teniamone sempre conto perché non si tratta solo di numeri
Ho fatto questa intervista nel settembre 2009. Il progetto è partito a luglio 2009 e siamo ormai alla fine di maggio 2010. E’ passato quasi 1 anno. Chissà quanto tempo ci vorrà.
Francesca Mezzadri
Casa dell’Agave
Via San Leonardo 26
Associazione Mondo Donna
http://www.mondodonna-onlus.it