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Home > Primo Piano > René Cassin premia i diritti umani

René Cassin premia i diritti umani

(19/10/10) Sabato 9 ottobre, due giorni dopo l’anniversario della morte di Politkovskaja, giornalista uccisa ed eletta simbolo della libertà di informazione, l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha premiato presso il Teatro degli Atti di Rimini i ragazzi che con le loro tesi hanno trattato i diritti umani. >>>

foto del pubblico Diritti umani e sviluppo sociale: temi difficili da approfondire soprattutto in certi contesti, ma il loro studio è necessario per garantire lo sviluppo della società stessa in nome di quella libertà di pensiero così tanto declamata e poco attuata in molto paesi del mondo.

I vincitori- Manuela Maria Concetta Trovato, Francesco Gastaldon e Tiziana Fusco: questi i nomi dei giovani che con le loro tesi, che hanno come oggetto la cooperazione internazionale, hanno vinto le tre borse di formazione-lavoro Renè Cassin di 10.000 euro, e la possibilità di svolgere un tirocinio professionalizzante di 9 mesi nel quadro delle iniziative promosse dal Programma ART Universitas delle Nazioni Unite. Altre tre borse di studio e formazione di 2.500 Euro sono state assegnate invece a Paolo Ronchi, Claudia Foglia e Sara Cesari per svolgere un corso post-laurea in diritti umani.

Libertà di informazione- E tutti i ragazzi sono stati premiati nel corso di una giornata dedicata alla libertà di pensiero e informazione, che ha avuto inizio sabato mattina presso il liceo Volta di Riccione, con un incontro aperto alle scuole superiori sul tema del giornalismo. Gerardo Bombonato, presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna ha intervistato Ilya Politkovskaja, figlio della coraggiosa giornalista Anna Politkovskaja, che con  i suoi articoli ha difeso i più deboli – in questo caso i ceceni- senza prendere posizioni politiche e pagando per questo con la propria vita. Il 7 ottobre del 2006 Anna fu uccisa nel suo palazzo, e suo figlio ha spiegato agli studenti come il nome di sua madre  sia conosciuto forse più a livello internazionale che nella Russia stessa, dove ancora è un problema parlarne.

A confrontarsi con il figlio della celebre giornalista anche Mimmo Candito, presidente per l’Italia di Reporter Senza Frontiere, Andrea Riscassi, giornalista e presidente dell’Associazione AnnaViva, e Lorenzo Bianchi, inviato del Resto del Carlino in Afghanistan. Lorenzo Bianchi ha raccontato la sua esperienza da inviato come giornalista in un paese in guerra: le sue mani che non hanno mai smesso di scrivere sul suo taccuino le domande degli studenti, non conoscono tregua, così come quelle di chi ha l’urgenza di annotare i propri pensieri.

Ed è Mimmo Candito che, con grande enfasi, ha ricordato ai ragazzi che la libertà di pensiero non è un’opinione, ma un’assunzione di responsabilità. Fare giornalismo vuol dire raccontare onestamente la propria verità riguardo a una storia. Senza appoggi politici, spinte o timori, così come faceva Anna Politkovskaja, la donna non rieducabile così definita dal Cremlino quand’era ancora viva. Non rieducabile come Natalia Estemirova, giornalista russa sequestrata e uccisa per i suoi articoli troppo scomodi sulla Cecenia e che Riscassi ha ricordato come altro esempio di giornalista che si batte per i diritti umani. Che non era un’eroina, o una missionaria in guerra, ma semplicemente una giornalista che voleva svolgere liberamente il proprio lavoro e che parlava di chi non si poteva difendere.

La premiazione- Anche per questo parlare e scrivere di diritti umani deve essere un’azione riconosciuta e premiata dalle istituzioni. Il bando René Cassin, dal nome del padre della Dichiarazione Universale dei diritti dell´uomo ed ex Nobel per la Pace, è una delle iniziative promosse in merito dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e dall’università findal 1994.
Quest’anno grazie alla collaborazione con il Programma ART- Universitas delle Nazioni Unite è stata data la possibilità ai premiati di usufruire di una rete di ricerca e formazione nel campo della cooperazione ancora più ampia.

Matteo Ricchetti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna si è dichiarato onorato di premiare i 6 ragazzi e di dare loro la possibilità di continuare a studiare e lavorare in un campo così difficile come quello della solidarietà internazionale, ma così stimolante e produttivo per l’intera società. Alla premiazione, avvenuta durante il pomeriggio nel Teatro degli Atti di Rimini, erano presenti anche il professor Giuseppe Giliberti, coordinatore scientifico del bando e Sara Swartz, Senior Advisor della Universitas Programme UNOPS.

"Donna non rieducabile"- E, sempre al Teatro degli Atti, per concludere la giornata, Ottavia Piccolo si è esibita in serata in “Donna non rieducabile’’ performance teatrale musicale basata sul testo di Stefano Massini e su quelle parole che così ironicamente colgono Anna Politkovskaja. “Donna non rieducabile” mostra il lavoro della giornalista, interpretata con passione dalla nota attrice Ottavia Piccolo, i suoi pensieri, il suo punto di vista e le sue emozioni.
La voce di Ottavia Piccolo, così intensa e forte come doveva essere stata quella della giornalista russa, accompagnata dal suono dell’arpa di Floraleda Sacchi, ha incantato il pubblico del piccolo teatro.
Il potere della parola.  


FM

 

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