

(28/11/2011) - Si è svolta sabato scorso la settima Conferenza Regionale del Volontariato a Bologna nella quale è stato fatto il punto sia sull’anno appena trascorso che sull’immediato futuro, alla luce della grande crisi economica e dei numerosi tagli previsti al settore. >>>
La Conferenza 2011 cade, inoltre, proprio nell’anno europeo dedicato al volontariato ed è stata preceduta da ben quattro seminari. Importante, fra le altre, la dichiarazione dell’ assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi, la quale ha dichiarato che “all’aumento del numero delle organizzazioni non corrisponde un aumento del numero dei volontari” in quanto “la difficoltà di avvicinare il mondo giovanile, il problema del ricambio generazionale e, non ultimo, la contrazione di risorse destinate a questo settore” stanno influendo negativamente sul volontariato.
Il sistema di finanziamento regionale per il settore del volontariato è molto complesso. Esso prevede un Fondo speciale per il volontariato costituito dalle Fondazioni bancarie che raccolgono, su base annua, 1/15 degli utili. Questo fondo viene amministrato dal Coge (Comitato di gestione) il quale consta di un membro della Regione (un assessore), quattro rappresentanti delle organizzazioni di volontariato (le più presenti e che risultano iscritte nei registri regionali), un membro nominato dal ministero competente, sette nominati dalle Fondazioni, uno dall’associazione fra le Casse di risparmio italiane e uno che rappresenta gli enti locali della regione.
Il Presidente del Coge, Giovanni Bursi, ha dichiarato che nel 2012 “saranno messi a disposizione 8 milioni e mezzo così ripartiti: 4 milioni e mezzo del fondo speciale per il volontariato 2012, 1 milione e mezzo legato alla quota per la sperimentazione sociale e 2 milioni frutto delle risorse residue degli anni precedenti”. Una cifra che è raddoppiata rispetto a quella stanziata quest’anno (4 milioni e mezzo). Bursi sottolinea, inoltre, l’importanza dei centri di servizio provinciali per il volontariato, finanziati dal Fondo speciale e che sostengono e qualificano i progetti e gli interventi. Essi, prosegue Bursi, “forniscono da dieci anni consulenza legale/amministrativa, di raccordo con il sistema welfare, di messa in rete di associazioni”.
Importanti sono anche i Comitati paritetici provinciali, composti da rappresentanti degli enti locali e delle organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nel registro regionale o nei registri provinciali. I Comitati vigilano affinché sia garantito un raccordo ed un confronto tra volontariato ed enti locali facendo proposte, verifiche e valutazioni.
Da sottolineare anche l’intervento dell’attore - scrittore Alessandro Bergonzoni il quale evidenzia “l’importanza dell’impegno nel volontariato, scaturita anche dal fatto di essere un personaggio pubblico”. Bergonzoni usa una metafora molto efficace in quanto, parlando dei volontari, egli li definisce “mine pro-uomo” in quanto devono far saltare l’uomo sul più bello e non solo durante le catastrofi. E’ opportuno, inoltre, guardare ai problemi regionali in modo più universale in quanto catastrofi come le recenti inondazioni e frane in Liguria e Calabria, hanno a che fare con dei cambiamenti globali e non solo territoriali.
Dunque, come evidenzia Bergonzoni, il volontario deve prima fare una “rivoluzione interna” e in seguito andare in piazza. La cosa fondamentale è che avvenga una protesta interiore. Solo se l´attività del volontario non si fermerà all’emergenza improvvisa ma scaturirà da un profondo cambiamento interno allora risulterà autentica e soprattutto appagante per chi la compirà.