

(06/12/11) - Un’ importante direttiva, approvata pochi giorni fa dalla Commissione Libertà civili del Parlamento Europeo con 29 si, 3 no e 12 astenuti, potrebbe aprire importanti spiragli per il raggiungimento dell’effettiva parità di diritti tra lavoratori immigrati ed europei. Tutto ciò, sempre in ottica dell’eliminazione della discriminazione in ogni ambito. >>>
Garanzia di diritti comparabili - L’effetto che avrà la direttiva sarà dirompente soprattutto per quanto riguarda il trattamento salariale e l’accesso alla previdenza sociale. Altra novità fondamentale sarà la semplificazione delle pratiche burocratiche, con la riduzione, finalmente, in una sola domanda del permesso di soggiorno e di lavoro.
Le eccezioni - Unica limitazione della direttiva consisterà nel fatto che essa non si applicherà ai rifugiati, ai richiedenti diritto di asilo ed ai lavoratori di uno compagnia non europea trasferiti nella UE. Altre categorie escluse sono i lavoratori stagionali ed i marittimi imbarcati su navi battenti bandiera di un paese UE.
Altre garanzie importanti - Altri diritti che, di conseguenza, verranno tutelati dalla direttiva saranno la parità di diritti contrattuali e salariali, quindi diritto di associazione sindacale, riconoscimento dei titoli di studio (nel rispetto della direttiva 2005/36/CE sul mutuo riconoscimento dei titoli e delle qualifiche professionali), accesso ai servizi statali e diritto a corsi di formazione nei periodi di disoccupazione.
Immigrazione economica al centro - La direttiva sarà esaminata dalla plenaria di Strasburgo tra il 12 e il 15 dicembre. Su di essa, comunque, c’è già l’accordo tra Parlamento e Consiglio Europeo. Proprio a nome della prima istituzione, ha parlato la relatrice francese del Partito Popolare europeo Veronique Mathieu. La parlamentare evidenzia che la direttiva rappresenta “il primo passo verso una politica europea comune sull´ immigrazione economica. Essa permettera´ un´azione piu´ efficace contro l´immigrazione illegale dalla quale traggono vantaggio le mafie e contribuira´ a favorire le necessita´ di forza lavoro di cui l´Europa avra´ bisogno nei prossimi anni”.
Matteo Perrottelli