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Home > Primo Piano > Per saperne di più sulle carceri...

Per saperne di più sulle carceri...

(01/08/11) In questi ultimi mesi il problema del sovraffollamento delle carceri è diventato un’emergenza nazionale. E purtroppo la Regione Emilia-Romagna non spicca per eccellenza, al contrario si colloca al secondo posto per il tasso di sovraffollamento. Ma ci sono anche buoni esempi da seguire…Pacenews di luglio indaga su questa realtà, spesso ai margini e nascosta, con interviste e articoli che vogliono gettare una luce sul buio delle celle… >>>

immagine tratta da Persepolis Per il mese di luglio Pacenews indaga sul mondo delle carceri. Non solo Italia ma anche Europa: a che punto è il nostro Paese nella classifica europea per la gestione delle carceri?
Il focus è poi sulla situazione emiliana: al secondo posto per indice di sovraffollamento carceraria dopo la Puglia. Il caso della Dozza, l’Opg di Reggio Emilia: sono esempi di difficile gestione di un problema nazionale. Il nuovo piano carceri della Regione riuscirà a salvare la situazione?

Non si parla comunque solo del sovraffollamento: in carcere si muore perché le persone detenute si uccidono. E, sorprendentemente, sono quelli giovani e con reati meno gravi a farlo. Perché? Forse perché spesso a finire in carcere sono i “poveracci”, gli emarginati che all’interno di una struttura tale, così fortemente gerarchizzata e con le sue regole, si sentono ancora più deboli e inermi.
Eppure il carcere dovrebbe essere anche un luogo di rieducazione e riabilitazione. Non è così?

La direttrice del carcere minorile di Bologna che abbiamo intervistato per questo numero, parla invece di “educazione”, nel caso della struttura che dirige. E racconta come, nonostante i forti tagli, i ragazzi detenuti riescano a seguire molte attività e corsi formativi, grazie alle associazioni di volontariato e all’università e grazie, soprattutto, alla collaborazione con le altre scuole. E qui il percorso educativo è “a doppio senso”.

E ci sono molti documentari –uno girato proprio nel carcere minorile di Bologna-  che parlano di questa realtà mettendo in luce l’ignoranza (a volte voluta) di noi cittadini. Emblematico è l’esempio del video “Se vivessi in una cella” dove vengono intervistati alcuni bolognesi sulla Dozza.
Il carcere è, d’altronde, nato come luogo di reclusione. Ma vogliamo davvero confinarlo ai margini, illudendoci che così “il male” non ci toccherà più?

Per chi sa bene che non funziona così, abbiamo anche consigliato due libri da leggere. Il primo, nato come concorso letterario, raccoglie alcuni racconti scritti da detenuti italiani e rivisti da alcuni famosi scrittori. Forte e toccante. Il secondo, scritto da un detenuto siriano sui carcerati migranti, narra folli storie di evasione mentale nelle carceri. Per evadere dalle vacanze.


Leggi Pacenews sulle carceri!


Francesca Mezzadri

 

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