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Home > Primo Piano > Pacenews parla del Senegal

Pacenews parla del Senegal

(29/03/11) Per il numero di marzo 2011, la newsletter Pacenews “va” in Africa, più precisamente in Senegal. Si parlerà di emigrazione clandestina, del Premio Nobel alla Pace per le donne africane, della “memoria” africana e del Mboro Film Festival. E per chi volesse saperne di più e conoscere il paese… c’è l’associazione ChiAma il Senegal. >>>

foto del Senegal ChiAma il Senegal – L’associazione di Imola “ChiAma il Senegal” fa parte del circuito di Chiama l’Africa e organizza viaggi di turismo responsabile in Senegal (ma non solo). Nella newsletter di questo mese, ce ne parla Alex M.Sarr, presidente dell’associazione, e anche guida nel viaggio che ho fatto a febbraio di quest’anno nello Stato africano. Una vacanza di arricchimento, dove ho avuto modo, grazie al lavoro dell’associazione, di conoscere le realtà locali e sostenere le loro attività. I dettagli nell’intervista.

Le donne africane – L’associazione Jant.bi per aiutare i bambini di Pikine (Dakar) e promuovere la scolarizzazione delle bambine e la cooperativa Coflec contro l’emigrazione clandestina: due esempi di come la popolazione senegalese si impegni per sostenere l’economia africana, e lo faccia partendo da una grande risorsa: le donne.

Sono le donne africane il motore dell’Africa, e ce lo dice anche Yayi Bayam Diouf, una donna coraggiosa che ha lottato da sola, in un paese musulmano e poligamo, per sostenere il lavoro e l’emancipazione delle donne (articolo nella newsletter). La cooperativa Coflec, della quale è presidente, per lottare contro l’emigrazione clandestina dei giovani che si avventurano nell’oceano a cercare fortuna in Europa, ha creato occupazione sul luogo. E l’ha fatto anche per spronare le tante madri, sorelle e figlie a lavorare ed emanciparsi dagli uomini. Questo è solo uno dei motivi per votare a favore della petizione per il Premio Nobel per la Pace alle donne africane (www.noppaw.org)

Mboro Film Festival- Ed è arrivato anche il momento di recensire il primo appuntamento con il festival di Mboro, piccola cittadina del Senegal che ho avuto la fortuna di vistare in quei giorni. Il Festival si è tenuto per una settimana, il cinema all’aperto è stata un’occasione di incontro e riunione per gli abitanti e gli organizzatori, e ha riscosso grande successo. Non solo: alcuni ragazzi del luogo hanno anche avuto l’opportunità di specializzarsi in tecniche cinematografiche e hanno realizzato un loro documentario. Nell’articolo le emozioni della “prima”.

Memoria- E, in uno Stato come questo, vale la pena fare un ripasso storico e ricordare la tragedia dell’isola di Gorèe. Un luogo che ho avuto la fortuna di visitare, conoscendo così anche le sue origini. La Maison des Eclaves che si trova su questa piccola isola turistica è forse l’unico simbolo che ci riporta ai 300 anni di schiavitù della popolazione africana. Ma pochi lo sanno e lo ricordano. Perchè?

Tra gli articoli, anche la gallery di foto realizzate durante il viaggio con l’associazione “ChiAma il Senegal”: per chi volesse avere un’idea degli splendidi luoghi e persone incontrate.


Francesca Mezzadri


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