

(20/06/07) In Emilia Romagna i richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria sono 1940, il 16,6% in più rispetto al 2005. Senza contare gli “invisibili”. English page
Secondo le stime del progetto regionale “Emilia-Romagna, Terra d’asilo” nel 2006 gli stranieri in cerca di accoglienza sono circa 1455, mentre gli accolti tramite il sistema Nazionale di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) sono 359. Tuttavia i due dati (le presenze ufficiali e le stime sui rifugiati in cerca di accoglienza), presentati nella ricerca a cura della Provincia di Parma "Richiedenti asilo, rifugiati e titolari di protezione umanitaria in Emilia Romagna", non sono sovrapponibili.
Gli “invisibili”- Molte delle persone che chiedono sostegno, infatti, non rientrano nelle 1940 risultanti alle Questure. E’ probabile che, fuggite dai loro paesi e arrivate via mare in Italia, dopo aver ottenuto un permesso di soggiorno da Questure del sud, si siano spostate in Emilia Romagna in cerca di un lavoro e di un alloggio senza riuscire a cambiare domicilio, e perciò continuando a comparire formalmente nelle statistiche delle Questure del sud. Senza contare gli stranieri che non risultano né all’interno dei dati delle Questure, né agli sportelli per immigrati: persone al limite dell’invisibilità costrette a lavorare in nero e spesso senza un tetto.
Comunicazione- L’indagine sottolinea la necessità di ricorrere a modalità innovative di incontro e di comunicazione con gli stranieri in difficoltà scappati dal loro paese in guerra (la guerra in Iraq pare essere la prima causa di tale aumento). Si tratta in prevalenza di giovani di sesso maschile tra i 26 e i 30 anni (24%) e minori (18%); anche per questo è necessaria una maggiore attenzione alla comunicazione.
La Regione è attiva con i progetti Sprar (che nel 2006 hanno accolto 359 persone) e con le associazioni di volontariato, terzo settore, singole parrocchie e comunità connazionali. Dalla ricerca risulta infatti che i rifugiati e i richiedenti asilo che si sono rivolti alle associazioni, presso i dormitori e gli sportelli informativi, sono stati circa un migliaio.
Sicuramente l’aiuto delle associazioni rappresenta una risposta al problema. Ma, come sottolinea anche Anna Maria Dapporto, assessore regionale alla Promozione delle politiche sociali e immigrazione, commentando la ricerca, occorre un maggiore impegno da parte di tutte le istituzioni per programmare e aumentare le iniziative che diano concreta attuazione al diritto d’asilo, sancito dall’articolo 10 della Costituzione Italiana e tutelato da direttive europee e Convenzioni Internazionali.
..Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l´effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d´asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge…
(Francesca Mezzadri)