

(28/09/07) L’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna partecipa alla Marcia Perugia Assisi e alla Settimana della Pace con una serie di iniziative per promuovere “tutti i diritti umani per tutti”. E il tema della libertà di stampa e del diritto all’informazione animerà i dibattiti e gli incontri organizzati nella regione.
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Libertà di stampa- Giornalisti provenienti dal Benin, Marocco, Senegal, Israele, Camerun, Iraq, Afghanistan, Guinea, Russia e Palestina: saranno loro gli ospiti della regione Emilia Romagna prima di recarsi alla 7° Assemblea dell’Onu dei Popoli, organizzata dal 5 al 7 ottobre a Perugia, dove verrà riscritta una nuova agenda della società civile moderna.
La presenza dei giornalisti in Emilia Romagna offre alla regione un’occasione per riflettere su uno dei diritti più controversi degli ultimi anni: il diritto all’informazione e alla libertà di stampa. E’ sotto i nostri occhi, soprattutto in questi giorni durante la repressione in Birmania, l’immenso potere che ha e può avere una stampa libera per la promozione dei diritti umani. La stampa parla, la stampa mostra al mondo gli orrori, le violenze, le violazioni dei diritti umani che ancora esistono in alcuni paesi. Proprio perché nel 2008 ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti umani, non bisogna dimenticare il difficile e spesso ostacolato ruolo che essa ha nella diffusione di una cultura di pace.
Le iniziative- In occasione della Settimana della Pace l’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna intende ricordare alle scuole, ai cittadini e all’intera regione l’importanza di un’informazione libera. E lo farà grazie a diverse iniziative.
Lunedì 1 ottobre nell’emblematica piazza della Libertà di stampa a Conselice (Ravenna), verrà celebrato il Primo anniversario del monumento alla stampa clandestina e alla libertà di stampa dove verrà consegnata la bandiera che sventolerà sul monumento della piazza, il primo dedicato alla libertà di stampa.
Martedì 2 ottobre, in mattinata, la delegazione di giornalisti si recherà presso la Fondazione Scuola di Pace a Monte Sole, uno dei paesi colpiti durante la strage di Marzabotto, che dopo aver conosciuto l’eccidio della guerra, si dedica ad iniziative di formazione ed educazione alla pace e al rispetto dei diritti umani.
Sempre martedì, alle ore 15.00, a Bologna, presso Piazza San Giovanni in Monte si terrà il convegno “Informazione, pace e libertà di stampa” dove i giornalisti ospiti potranno parlare delle loro difficili esperienze, mentre alcuni rappresentanti dell’Ordine dei Giornalisti dell´Emilia Romagna presenteranno il corso “Giornalisti fra pace e guerra”promosso dalla Provincia di Bologna. Se il giornalismo rappresenta uno strumento di pace nelle mani di chi vuole promuovere e diffondere i diritti umani, esso è anche un’arma per chi vuole reprimerli. Solo mani coraggiose possono impugnare questo strumento. Mani coraggiose come quelle della giornalista russa Anna Politkovskaya, che denunciava gli orrori della Cecenia, uccisa nel 2006 davanti a casa, o come quelle di Raffaele Ciriello, fotoreporter ucciso nel 2002 in Cisgiordania, o di Aleksander Litvienko, esule ed ex agente russo forse ucciso nel 2006 perché sapeva troppo. Alcuni filmati e ricordi su di loro verranno proiettati durante l’incontro, animato anche da dibattiti dove interverranno gli altri giornalisti coraggiosi della delegazione ospite, che ancora combattono con l’arma della parola in Africa e nel Medio Oriente.
Mercoledì 3 ottobre e il giorno seguente i giornalisti si recheranno invece a far visita alle scuole a Bologna e nell’intera regione, per portare il loro esempio ai più giovani, mentre altri ospiti della delegazione parteciperanno al convegno ”Cibo per pensare & pensare per il cibo” organizzato in occasione della Giornata mondiale dell´Alimentazione.
Dal 5 al 7 ottobre la delegazione, insieme ad alcuni rappresentanti della regione, partirà per Perugia per partecipare alla 7° Edizione dell’Onu dei Popoli che culminerà il 7 con la Marcia Perugia-Assisi. Dove, insieme a tutti i cittadini del mondo, ci si incamminerà per un futuro dove “tutti i diritti umani siano garantiti a tutti”.