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Home > Primo Piano > La "Carta dei musulmani d'Europa" firmata a Bruxelles

La "Carta dei musulmani d'Europa" firmata a Bruxelles

(17/01/08) E’ stata firmata in questi giorni a Bruxelles da 400 organizzazioni islamiche la “Carta dei musulmani d’Europa” una dichiarazione per il riconoscimento della libertà religiosa promossa dalla Federazione delle organizzazioni islamiche in Europa. Dichiarazione che dà voce alla società civile musulmana che rigetta, come il resto dell’Europa, qualsiasi forma di terrorismo e chiede il rispetto della propria identità per un’integrazione serena e pacifica. >>>

foto di donna con velo Il dialogo interculturale- La Carta nasce proprio con l’obiettivo di rimuovere i pregiudizi e l’immagine negativa che si frappongono tra Islam e Occidente. Si tratta di una dichiarazione di sei pagine rivolta al mondo islamico e alle altre comunità europee che chiede il riconoscimento dei musulmani come comunità religiosa europea, ricordando che una “mutua accettazione fondata sul dialogo e la conoscenza reciproca giova alla pace, al benessere delle nostre società e aiuta a rimuovere estremismo ed esclusione”.
L’anno 2008 segna proprio l’Anno del Dialogo europeo interculturale e la Carta rappresenta un primo passo verso la costruzione di un´Unione europea del rispetto del differenze e della pace. Lo stesso Parlamento europeo in questi giorni ha inaugurato la sua plenaria con Il Gran Muftì di Siria Ahmad Badr Al-Din Hassoun che, unitamente al Presidente del Parlamento Pottering, ha sottolineato l’importanza e la ricchezza che deriva dal confronto e dal dialogo tra culture differenti.
Il vicepresidente del Parlamento europeo, Mario Mauro, che ha aperto i lavori a Bruxelles per la firma, si dichiara soddisfatto della Carta che rappresenta “un codice islamico di buona condotta che impegna la comunità musulmana europea a partecipare alla costruzione di un’Europa comune e di una società unita”. La Carta basa le sue premesse proprio su una rappresentazione dell´Islam che rifiuta ogni forma di estremismo, condannando il terrorismo, l’interpretazione violenta della Jihad e ribadendo la parità tra uomo e donna.    

Il rispetto delle religioni- Ma non solo. La Carta afferma anche la laicità dello Stato, ribadendone quindi la sua neutralità. Partendo da questo presupposto i musulmani rivendicano il loro diritto a costruire moschee e istituti religiosi e di poter mangiare e vestirsi come la  loro religione vuole. Il tutto ovviamente non dimenticando l’impegno ad integrarsi positivamente e ad essere cittadini attivi e produttivi. Perché è solo mantenendo e preservando la propria identità musulmana che ogni cittadino islamico potrà dirsi realmente integrato al resto della società.
Come spiega il portavoce della Lega per i musulmani in Belgio, Farid El Machaud, la Dichiarazione è arrivata dopo 8 anni di duro lavoro: le associazioni hanno dovuto fronteggiare i problemi sorti dopo gli attentati terroristici. Ma ora la Carta rappresenta un’occasione in più per far capire all’intera comunità islamica e al resto dell’Europa cos’è davvero l’Islam.

(Francesca Mezzadri)

  • La notizia sul sito dell´Anno europeo del Dialogo interculturale
  • Leggi il sito con la versione italiana della Carta
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