

(17/12/07) Le Case delle donne e i centri antiviolenza della regione Emilia Romagna raccolgono i loro dati: nel 2005 sono state 1419 le donne vittime di abusi, il 10% in più rispetto al 2000. La ricerca, finanziata dalla Regione e curata dall’associazione “Casa delle Donne per non subire violenza”, oltre a presentare i dati regionali sull’accoglienza dei centri, analizza le pratiche di intervento sociale e i percorsi di uscita dalla violenza. E, nonostante tutto, emerge qualche dato confortante. >>>
Violenza domestica- Se è vero che nel 2005 le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza in Emilia Romagna sono aumentate rispetto a 5 anni fa, è anche vero che sono sempre più numerose –fortunatamente- quelle che chiedono aiuto: dal 49% si è passati al 56%. Si tratta in media di donne giovani (35 anni), con figli minori, che subiscono violenza dentro le mura di casa: nella maggior parte dei casi vengono oppresse e limitate della loro libertà personale, oppure picchiate, controllate anche dal punto di vista economico e ostacolate anche nella ricerca di un lavoro. Quasi la metà di loro sono straniere provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Africa maghrebina e centrale.
Ed è forse grazie alla fitta rete sociale di aiuti che si è creata nella regione, se nelle donne vittime di abusi è aumentata la consapevolezza del rischio della violenza domestica. Sono infatti in crescita le donne che hanno sporto denuncia o querela:
In base all’indagine emerge infatti che le violenze sono comportamenti che tendono a ripetersi nel tempo: nel 48% dei casi si verificano quotidianamente, il 15% delle volte si verificano uno o più giorni la settimana e nel 13% dei casi una o più volte al mese.
I servizi- La rete di servizi territoriali della Regione riesce però a garantire un valido aiuto alle donne vittime di questo tipo di abusi: non solo ascolto, consulenza e sostegno, ma anche accoglienza e aiuti concreti soprattutto in casi di emergenza. I centri, ormai integrati con i programmi distrettuali dei Piani di zona, accompagnano le donne in un percorso di autonomia e emancipazione cercando di utilizzare e far conoscere le risorse del territorio.
Inoltre già da alcuni anni
Per far conoscere i servizi presenti sul territorio è stata inoltre condotta una campagna regionale di contrasto alla violenza: depliant e materiale informativo distribuito in 7 lingue con tutti i recapiti dei centri di coordinamento regionale ai quali rivolgersi. Affinchè le donne vittime di abusi continuino a contare su questa rete.
(Francesca Mezzadri)