

(07/01/08) E’ inverno, fa freddo e come ogni anno rispunta l’emergenza dei senzatetto. Il 6 gennaio a Roma sono stati celebrati i funerali di due clochard morti dal freddo il primo giorno dell’anno. Ma il freddo non è l’unico rischio che affrontano i senzatetto. La mancanza di cure, il vagabondaggio, la violenza, la cattiva alimentazione: chi vive per strada è esposto quotidianamente a numerosi pericoli. >>>
La situazione in Italia- L’emergenza dei senza fissa dimora non è data solo dal freddo di questi giorni, ma dalla mancanza di politiche adeguate che garantiscano servizi in grado di andare oltre la prima accoglienza ed offrire a tutti percorsi di accompagnamento sociale reali ed efficaci. Nel
L´impegno dello Stato- Paolo Pezzana, presidente del Fiopsd, si appella al programma di governo per
Il piano di Roma e l´opinione pubblica- Il l gruppo bolognese Asfalto sul blog dedicato alle persone senza fissa dimora (http://viadelporto.splinder.com) commenta la situazione di Roma. Se è vero che a Bologna la situazione non è così grave -l’unità di strada è operativa e pare che al momento non ci siano emergenze particolari- è evidente che Roma può comunque disporre di mezzi più sofisticati. Nel Piano di “inverno” romano sono previsti un´autoambulanza, l´"Isola della solidarietà", struttura temporanea di accoglienza e transito,"Bus della solidarietà" che accompagnano le persone nei vari centri d´accoglienza. Inoltre il Comune di Roma, con l´aiuto di unità di strada e associazioni distribuirà circa 15.000 coperte e capi d´abbigliamento, le 8 mense cittadine erogheranno 2.600 pasti al giorno oltre a quelli forniti abitualmente nei vari centri d´accoglienza. Ovviamente tutta queste rete di servizi dovrebbe andare oltre la semplice distribuzione di risorse. L’intento di tutte le Amministrazioni, non solo di quella di Roma, è quello di attivare percorsi di recupero e di uscita dal disagio, sensibilizzando anche l’opinione pubblica sul problema.
Intanto la triste notizia di questi giorni ha spinto molta gente a mobilitarsi. Oltre ai volontari che forniscono sacchi a pelo e cibi caldi a Milano molti cittadini hanno chiamato le associazioni presenti sul territorio segnalando casi di persone in pericolo e l’inchiesta de “
(Francesca Mezzadri)