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Home > Primo Piano > Una vita in strada

Una vita in strada

(07/01/08) E’ inverno, fa freddo e come ogni anno rispunta l’emergenza dei senzatetto. Il 6 gennaio a Roma sono stati celebrati i funerali di due clochard morti dal freddo il primo giorno dell’anno. Ma il freddo non è l’unico rischio che affrontano i senzatetto. La mancanza di cure, il vagabondaggio, la violenza, la cattiva alimentazione: chi vive per strada è esposto quotidianamente a numerosi pericoli. >>>

immagine di un clochard La situazione in Italia- L’emergenza dei senza fissa dimora non è data solo dal freddo di questi giorni, ma dalla mancanza di politiche adeguate che garantiscano servizi in grado di andare oltre la prima accoglienza ed offrire a tutti percorsi di accompagnamento sociale reali ed efficaci. Nel 2004 a Roma si contavano più di 5000 clochard, a Milano 3000, manca però un quadro completo della situazione in Italia. Presto verrà redatto da Fiopsd (Federazione degli organismi delle persone senza fissa dimora), Caritas e Istat un censimento nazionale sulle strutture che possono ospitare i poveri e i senza fissa dimora. Censimento che aiuterà non solamente ad individuare il numero di strutture di accoglienza, ma a fare il punto sulle attività svolte in questo campo e capire quali possano essere i nuovi servizi da attivare. Pare che attualmente il 60% delle strutture che si occupano dei clochard siano enti religiosi e parrocchiali e ecclesiastici. Dopo la morte dei due clochard a Roma, Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, ha scritto una lettera al Papa invitando la Chiesa a farsi carico del problema dei senza fissa dimora. Non si tratta però di un problema che può essere risolto unicamente grazie allo spirito di carità del mondo cattolico: anche lo Stato dovrebbe impegnarsi maggiormente.

L´impegno dello Stato- Paolo Pezzana, presidente del Fiopsd, si appella al programma di governo per la Finanziaria 2008. La legge prevede infatti l’istituzione di un Fondo per le povertà estreme che sarà gestito dal ministero della Solidarietà Sociale: 10 milioni che in effetti non sono molti, considerando l’entità del problema, ma che tuttavia rappresentano un segnale importante. “E’ evidente- spiega Pezzana – che 100 milioni sono pochi per pensare di combattere le povertà estreme che ci sono in Italia, ma è un primo passo importante e ora tocca al Parlamento ratificare la norma per farla diventare operativa. Sulla base di questo Fondo si dovrà cominciare un lavoro che ha bisogno di tempo.”

Il piano di Roma e l´opinione pubblica- Il l gruppo bolognese Asfalto sul blog dedicato alle persone senza fissa dimora (http://viadelporto.splinder.com) commenta la situazione di Roma. Se è vero che a Bologna la situazione non è così grave  -l’unità di strada è operativa e pare che al momento non ci siano emergenze particolari- è evidente che  Roma può comunque disporre di mezzi più sofisticati. Nel Piano di “inverno” romano sono previsti un´autoambulanza, l´"Isola della solidarietà", struttura temporanea di accoglienza e transito,"Bus della solidarietà" che accompagnano le persone nei vari centri d´accoglienza. Inoltre il Comune di Roma, con l´aiuto di unità di strada e associazioni distribuirà circa 15.000 coperte e capi d´abbigliamento, le 8 mense cittadine erogheranno 2.600 pasti al giorno oltre a quelli forniti abitualmente nei vari centri d´accoglienza. Ovviamente tutta queste rete di servizi dovrebbe andare oltre la semplice distribuzione di risorse. L’intento di tutte le Amministrazioni, non solo di quella di Roma, è quello di attivare percorsi di recupero e di uscita dal disagio, sensibilizzando anche l’opinione pubblica sul problema.
Intanto la triste notizia di questi giorni ha spinto molta gente a mobilitarsi. Oltre ai volontari che forniscono sacchi a pelo e cibi caldi a Milano molti cittadini hanno chiamato le associazioni presenti sul territorio segnalando casi di persone in pericolo e l’inchiesta de “La Repubblica” sul clochard Gianni, ex chef sulle navi di crociera e ora costretto a dormire nella sala d’aspetto della stazione “ma fino alle 5 per rispetto dei viaggiatori”, ha attivato una gara di solidarietà per aiutare lui e gli sfortunati nelle sua situazione. Che non hanno scelto di vivere così.


(Francesca Mezzadri)

 

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