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Home > Primo Piano > Nasce il Consiglio provinciale degli stranieri a Bologna

Nasce il Consiglio provinciale degli stranieri a Bologna

(02/11/07) Il 2 dicembre sarà eletto a Bologna il Consiglio provinciale dei cittadini stranieri e apolidi: gli immigrati avranno così l’opportunità di partecipare alla vita politica della Provincia di Bologna. Nonostante non abbia diritto di voto, il Consiglio sarà un’assemblea consultiva che contribuirà a una graduale integrazione dei cittadini stranieri nella vita politica locale. >>>
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Logo del Consiglio Un po’ di storia- Il dibattito sul diritto di voto nelle elezioni locali degli immigrati ha una lunga storia. Nel 1994 l’Italia ha ratificato la Convenzione Europea sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale per garantire agli immigrati il diritto di libertà d’espressione, assemblea e associazione così come la possibilità di creare organi consultivi a livello locale eletti da cittadini stranieri nell’area governativa locale o nominati da singole specifiche associazioni. Non è stata invece approvata dal nostro Paese la terza parte della Convenzione che concedeva a ogni cittadino straniero residente da più di 5 anni in un territorio europeo di votare nelle elezioni locali e candidarsi. Nel 2003 l’allora vice primo ministro Gianfranco Fini propose di estendere il diritto di voto nelle elezioni locali ai cittadini stranieri, causando una spaccatura nella coalizione destra del governo. Solo l’Udc supportò l’iniziativa, nonostante diverse obiezioni. Più recentemente nel 2006 il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, del governo Prodi, ha risollevato la questione chiedendo il diritto di voto per gli immigrati residenti in Italia da più di 5 anni che lavorano e pagano le tasse. Ma purtroppo si tratta solo di parole. Considerando i diversi attriti tra le coalizioni del governo italiano, è difficile che si registrino grandi progressi nella legislazione nazionale su un argomento così delicato.

Perché il Consiglio- Nonostante ciò è comunque dai primi anni ’90 che gli immigrati sono coinvolti, seppur in modo consultivo, nella vita politica locale. Ad esempio a Roma, nel 2004 quando gli stranieri hanno votato 4 rappresentanti per il consiglio della città di Roma (rispettivamente dell’Africa, Asia, Sud America e Europa dell’est) e un rappresentante per ciascuno dei 19 consigli di quartiere.
E ora è la volta di Bologna con il Consiglio provinciale dei cittadini stranieri, i cui rappresentanti verranno eletti in dicembre. L’unica debolezza di questi organi consultivi risiede proprio nella loro natura unicamente “consultiva”.  Mentre la maggior parte di immigrati considera questa forma di partecipazione un passo avanti per ottenere in futuro pieno diritto di voto, alcuni credono sia solo una sorta di “contentino” elargito dal governo per giustificare la sua impossibilità a concedere di più. In effetti alcuni Comuni hanno tentato di includere nei loro statuti il diritto di voto per i cittadini non europei, ma la reazione del governo è stata negativa. E’il caso dei comuni di Torino e Ancona che non hanno potuto portare avanti le loro proposte in quanto ritenute in conflitto con la legislazione nazionale.
Considerando ciò, gli organi consultivi rimangono l’unico mezzo per garantire un coinvolgimento degli immigrati nel processo decisionale locale. Infatti anche se i propri rappresentanti non hanno diritto di voto, hanno comunque l’opportunità di esprimere il loro punto di vista sui principali temi politici, presentare proposte e richieste, far partecipe il resto della comunità sui problemi degli immigrati. Inoltre le attività legate al Consiglio degli stranieri, in particolare le elezioni, daranno agli immigrati la possibilità effettiva di partecipare alla vita pubblica e familiarizzare con la cultura democratica, spesso assente nei loro paesi d’origine.


(Halina Sapeha)

  • The Council of foreign citizien in Bologna
  • Per maggiori informazioni sul Consiglio provinciale degli stranieri a Bologna
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