

(15/11/11) Assistenza sociale, sanità, protezione civile, ambiente, cultura, istruzione, diritti, sport: sono questi i campi dove lavorano i volontari attivi in Emilia-Romagna. Ma chi sono queste persone che partecipano così attivamente alla vita civile della loro città? Si tratta di giovani, ma anche di adulti e anziani, più o meno benestanti, che hanno deciso di lavorare all’interno delle numerose associazioni - quasi tremila- presenti sul territorio. >>>
Secondo la mappa regionale del volontariato, elaborata dalla Regione Emilia-Romagna, sono i 107.016 volontari attivi sul territorio regionale. Lavorano quotidianamente con bambini, anziani, persone disabili e disagiate e lo fanno del tutto gratuitamente, in base alla propria disponibilità di tempo, capacità o inclinazione, dando un senso ai concetti di solidarietà, partecipazione e bene comune.
E il loro contributo è sicuramente notevole, considerando che sono 2.919 le associazioni emiliano-romagnole iscritte ai registri provinciali. Ecco come queste associazioni sono distribuite nelle nove province: 606 a Bologna, 406 a Parma, 370 a Modena, 318 a Forlì-Cesena, 273 a Reggio Emilia, 272 a Ravenna, 249 a Ferrara, 230 a Piacenza, 195 a Rimini.
E di che cosa si occupano le associazioni emiliano-romagnole? La maggior parte (1.154) lavora nell’ambito dell’assistenza sociale e in quello della sanità (925): associazioni che si occupano di educazione e cura per i minori e di assistenza agli anziani. Ma il terzo settore è attivo anche in campo ambientale, in particolare della promozione e valorizzazione dei beni ambientali (250), e nelle associazioni impegnate nella protezione civile (246). Diverse le associazioni operanti nella tutela dei diritti (182), quelle presenti nell’ambito della cultura, che mirano alla promozione e valorizzazione dei beni culturali (84) e le realtà specializzate nel settore dell’istruzione e della ricerca (64). Un numero minore si occupa di filantropia in generale o di promozione del volontariato e altre mirano alla promozione dello sport finalizzato a obiettivi di solidarietà e integrazione.
L’appuntamento rappresenterà, nell’Anno europeo del volontariato, un momento fondamentale di confronto con le istituzioni pubbliche per fare il punto sull’immenso patrimonio del volontariato in regione e tracciare le linee strategiche per lo sviluppo del settore nei prossimi anni, che si preannunciano ricchi di sfide, di fronte a una realtà con bisogni sempre più complessi e articolati.