

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la scorsa settimana la riforma alla legge Bossi-Fini, testo unico sull’immigrazione. Ma per alcuni purtroppo rimane solo una “falsa” promessa.>>>
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La modifica della legge Bossi-Fini, secondo il Ministro Amato, si è resa necessaria proprio perché i meccanismi adottati per l´immigrazione hanno favorito uno sproporzionato ingresso di immigrazione clandestina. Al contrario, il disegno di legge Amato-Ferrero intende promuovere l’immigrazione regolare, modificando i tempi di soggiorno concessi ai lavoratori e favorendo così l’incontro fra domanda e offerta di lavoro.
Le novità proposte- Tra le novità introdotte, la durata del "decreto flussi", che fissa le quote di stranieri da ammettere in Italia: da annuale diventerà triennale, in modo da consentire una programmazione più corrispondente alle necessità di medio-lungo periodo. Per favorire lo scambio lavorativo, è prevista inoltre l’introduzione di un canale privilegiato per l’ingresso dei lavoratori stranieri altamente qualificati, e “lo sponsor” di cui si faranno carico enti e organismi istituzionali, associazioni imprenditoriali e professionali, che potrà far entrare immigrati per motivi di lavoro offrendo garanzie di carattere patrimoniale. Per rendere invece effettive le espulsioni saranno introdotti programmi specifici di rimpatrio volontario e assistito, dei quali potranno usufruire gli immigrati che collaborino alla propria identificazione, in tal modo beneficiando di una riduzione relativa ai tempi di divieto per un eventuale reingresso in Italia. Questo dovrebbe garantire anche il progressivo svuotamento dei Centri per Immigrati, che verranno sostituiti da strutture di accoglienza dove la permanenza avrà una durata limitata.Il testo proseguirà il suo iter con l’invio alle Camere per la discussione.
Falsa promessa?- Intanto a Bologna i migranti scendono in piazza per protestare proprio contro gli effetti della legge Bossi-Fini, in particolare per le procedure di rinnovo del permesso di soggiorno alle Poste, reputate ingiuste (per il prezzo) e soprattutto inefficienti a causa del decentramento delle competenze ai Comuni. Tra le richieste anche la chiusura dei Centri per immigrati. Mentre il disegno di legge Amato-Ferrero viene considerato una falsa promessa. Per molti migranti l’effettiva chiusura dei centri di permanenza temporanea non avverrà mai, così come perdureranno le quote flusso e il legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. L´immobilismo delle istituzioni rimane, per i più scettici, più forte di qualsiasi disegno di legge.