

(13/03/06) La Regione ha lanciato, in occasione della Festa della donna, una nuova campagna informativa
L´iniziativa è promossa dall´assessorato alle Politiche sociali della Regione e dal coordinamento regionale delle Case delle donne e dei Centri antiviolenza. "Purtroppo sono tante le donne che subiscono violenza", spiega l´assessore regionale Anna Maria Dapporto. "Nel 2005 sono state 1857 le donne che si sono rivolte agli 11 Centri antiviolenza dell´Emilia-Romagna, e di queste il 30% è composto da straniere. Per questo l´appello veicolato dalla campagna regionale affinché le donne vittime o minacciate di violenza chiedano un aiuto ai Centri, è stampato sui volantini e sulle locandine in sette lingue".
La campagna prevede la capillare diffusione di depliant e locandine su cui è stampato un messaggio in inglese, francese, spagnolo, russo, arabo, rumeno e polacco (oltre all´italiano): diecimila depliant saranno distribuiti dai Centri antiviolenza nei Servizi per l´infanzia dei Comuni, alle Ausl, nelle scuole, nei centri per le famiglie e agli ambulatori dei medici di famiglia e dei pediatri, nelle piazze e nei centri commerciali. Tremilacinquecento locandine saranno invece affisse ai portapacchi dei treni interregionali e regionali, in accordo con le Ferrovie dello Stato, per raggiungere meglio le donne extracomunitarie e neocomunitarie che si spostano spesso in treno per motivi di lavoro.
L´appello multilingue veicolato dalla campagna - "Se hai bisogno di aiuto, se hai subito violenza, se ti servono informazioni contatta un centro antiviolenza. Ti può offrire colloqui, informazioni, consulenza e se sei in pericolo, ospitalità temporanea per te e i tuoi figli" - è mirato a fare emergere il fenomeno dall´invisibilità. La violenza alla donna rimane infatti spesso un fenomeno sommerso che si consuma a livello familiare, parentale o amicale.
Il pieghevole contiene informazioni sul fenomeno della violenza, su come contrastarlo e sui Centri antiviolenza e le Case delle donne attive sul territorio regionale con tutti i riferimenti per contattarli (indirizzo, telefono, fax, e-mail, sito web e orari di apertura).
Nel corso del 2006 le Aziende Usl di Bologna, Forlì, Ferrara e Parma attiveranno cinque nuovi corsi per operatori socio-sanitari che accolgono le donne che hanno subito violenza e che si rivolgono ai presidi sanitari e sociali del territorio. I corsi, finanziati dalla Regione, saranno rivolti a medici di pronto soccorso, ginecologi, ostetriche, volontari e assistenti sociali, operatori delle forze dell´ordine e del terzo settore.
Delle 1857 donne che nel 2005 si sono rivolte alla rete dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne dell´Emilia-Romagna, la maggior parte (circa il 66%) ha portato con sé i figli minori. Una parte di esse era anche in cerca di un rifugio: circa il 6% ha trovato temporanea ospitalità negli spazi dei Centri antiviolenza, per lo più assieme ai figli. Rispetto al 2000 la percentuale di donne straniere è significativamente cresciuta, passando dal 22 al 30 per cento. Non è cambiato invece l´identikit della donna in cerca di aiuto: con istruzione medio-alta, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, con figli minori e in situazione di emergenza abitativa.