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Home > Primo Piano > L’esempio della Regione Emilia Romagna

L’esempio della Regione Emilia Romagna

(16/07/07) Dopo il seminario sui diritti di cittadinanza e partecipazione degli stranieri tenutosi venerdì 13 luglio a Bologna, la Regione Emilia Romagna presenta i suoi dati e si conferma molto attiva nel campo. >>>
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Un buon esempio- La legge regionale n. 5 del 2004 per l’integrazione sociale degli stranieri, il programma triennale di azioni per l’inclusione dei cittadini immigrati, 20 milioni di euro spesi all’anno, 250 mediatori culturali, 130 sportelli d’informazione, 20 centri interculturali, 10 Consigli eletti direttamente da chi risiede in Italia, e più di 2.100 donne straniere salvate dal 1999 dalla tratta: questi i numeri dalla Regione Emilia Romagna presentati come esempio durante il seminario. Un buon esempio se si considera anche che gli stranieri rappresentano nella regione ben il 7,6% della popolazione residente con un numero pari a 320.000 persone.

Il progetto- Il seminario si inserisce all’interno del progetto Erlaim (European regional and local authorities for the integration of migrants) e coinvolge una trentina di enti locali appartenenti a 8 Paesi: Italia, Spagna, Slovenia, Grecia, Cipro, Germania, Gran Bretagna e Svezia. Scopo del progetto proprio quello di scambiare esperienze e buone pratiche tra i vari Stati, promuovere la circolazione delle informazioni sulle politiche e i finanziamenti comunitari, favorendo così lo sviluppo e la partecipazione degli enti locali ai progetti europei.
Durante il seminario tenutosi venerdì a Bologna si è parlato di pratiche di integrazione svolte dalla Regione riguardo la sanità delle persone immigrate, l’integrazione scolastica, il lavoro e la formazione, ma anche sulle azioni portate avanti per contrastare il fenomeno della clandestinità come la protezione di rifugiati e richiedenti asilo, e le azioni contro la discriminazione razziale e tratta degli esseri umani. Oltre all’esempio dell’Emilia Romagna si è discusso delle buone prassi del Senate di Berlino, del Diputació di Barcellona, della Junta dell’Andalusia e della Prefecture di Ilia.

Il progetto Erlaim continua- I prossimi appuntamenti saranno in ottobre in Nicosia dove si discuterà sui bambini stranieri e i minori non accompagnati, il mese successivo a Leeds dove si terrà un incontro sulla partecipazione politica degli immigrati, nel 2008 a Siviglia dove il tema sarà la comunicazione interculturale e per finire un ultimo convegno sulle donne straniere e le prospettive di genere con data e luogo ancora da definire.
Inoltre le attività di Erlaim, rafforzate anche dal co-finanziamento della Commissione europea nell’ambito del programma Inti (Integration of third country national), continuano anche in rete con un nuovo sito web e una newsletter multilingue per tenere aggiornati sulle novità che riguardano le politiche per l’immigrazione dei vari enti locali.

(Francesca Mezzadri)

 

 

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