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Home > Primo Piano > Un incidente sul lavoro per un immigrato non in regola: il caso di Bechir Rahiem

Un incidente sul lavoro per un immigrato non in regola: il caso di Bechir Rahiem

(10/09/07) Gli infortuni sul lavoro, in base ai dati Inail, sono in leggero calo rispetto a 4 anni fa ( -6,5% nel 2006 ), tuttavia se colpiscono alcuni lavoratori possono rivelarsi quasi fatali. E’ il caso di Bechir Rahiem, lavoratore in nero, caduto da un’impalcatura non stabile e ora espulso dall’Italia. >>>
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L’incidente di Bechir- Bechir Rahiem, 56 anni, tunisino, in Italia da 2 anni, a luglio è stato vittima di un grave incidente nel cantiere in cui lavorava in nero nell’area militare dell’aeroporto di Bologna per 10-12 ore al giorno e per 7 euro all’ora, insieme ad altri sette operai nella sua stessa condizione. L’uomo, per riempire alcuni fori dei pilastri di un hangar, è stato sollevato da terra con un muletto, senza rispettare le norme di sicurezza, ed è stato appoggiato su una piattaforma non stabile che si è ribaltata. Bechir è caduto e i ferri dell’armatura a fianco del pilastro gli hanno trafitto l’addome.

L’amaro risveglio- Ricoverato d’urgenza in ospedale, al risveglio si è reso conto di essere stato registrato con un altro nome. Il nome era quello del fratello di un collega, regolare in Italia, a differenza di Bechir che invece non avendo più dal 2006 un contratto di lavoro regolare, non possedeva il permesso di soggiorno. Così Bechir fornisce i propri dati e la propria condanna al licenziamento e all´espulsione. Infatti, con il permesso di soggiorno valido fino al 30 novembre 2007, ottenuto dopo l’incidente e la denucia al servizio d´ispezione della Direzione provinciale del lavoro, il tunisino non può, secondo la legge italiana, ottenere un’assunzione regolare. Se fosse rimasto nell’illegalità, non fornendo i propri dati, probabilmente ora sarebbe stato riassunto (in nero), e avrebbe comunque uno stipendio.

L’articolo 18- Ora invece Bechir è stato costretto a lasciare la stanza dove viveva ed è ospite di connazionali, in attesa di novità. Il suo avvocato ha richiesto un permesso di soggiorno per protezione sociale (art 18) in base al quale nei casi di sfruttamento di uno straniero è possibile ottenere uno speciale permesso di soggiorno per consentirgli non solo di sottrarsi ai condizionamenti dell’organizzazione che lo ha danneggiato, ma anche di partecipare ad un programma di assistenza ed integrazione sociale. L’articolo 18 nasce proprio per aiutare i cittadini extracomunitari a liberarsi dai loro sfruttatori, spezzando il vincolo che a loro li lega, e uscendo dell’illegalità nella quale vivono, intraprendendo un percorso di inserimento sociale che diventi duraturo e definitivo. Un provvedimento da attuare più spesso per evitare che gli anelli più deboli della catena, come Bechir, siano sempre gli unici e i soli a pagare di fronte all’illegalità.

(Fonte: Redattore Sociale)

 

  • Expelled from Italy after an accident at work: the case of Bechir Rahiem
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