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Home > Primo Piano > Sulle ali della memoria

Sulle ali della memoria

(11/05/06) Al via da lunedì 15 maggio il gemellaggio della memoria tra gli studenti della scuola media "D. Alighieri" di Nonantola e i loro coetanei francesi di Izieu, per ripercorrere le storie di ragazzi ebrei in fuga dall'orrore nazista

villa Emma Corre sui binari della memoria il gemellaggio tra gli studenti delle terze classi della scuola media ‘D. Alighieri’ di Nonantola e i loro coetanei francesi di Izieu, piccola borgata nella regione del Rodano, non lontano da Lione. Due luoghi geograficamente lontani ma per tanti versi simili, accomunati dalle storie di Villa Emma e della Maison d’Izieu, dove trovarono rifugio decine di bambini ebrei in fuga dall’orrore nazista. Ricordarli significa ripercorrere storie che hanno entrambe come protagonisti ragazzi ebrei ed un identico destino di fuga negli anni più bui della seconda guerra mondiale, anche se con esiti purtroppo assai diversi.

Le due vicende sono state l’occasione per avviare uno scambio storico, linguistico e culturale tre le classi terze medie delle due scuole, quella di Nonantola e del collegio di Belley Artemare (Izieu), che hanno deciso di mantenere vivo il ricordo di quegli eventi percorrendo insieme gli itinerari storici legati alla resistenza e alla liberazione dei rispettivi territori. Il gemellaggio, coordinato dalla docente Gabriella Malagoli insieme ad insegnanti di diverse discipline e sostenuto dal Comune di Nonantola e dalla Fondazione Villa Emma , prende il via nella prima parte dell’anno il con una fitta corrispondenza di conoscenza reciproca, e prosegue poi con gli scambi veri e propri. Il prossimo 15 maggio si rinnova sia il viaggio in Francia degli studenti delle classi terze, sia il soggiorno a Nonantola dei ragazzi francesi.

Nel corso delle giornate è prevista la visita a Villa Emma e alla mostra permanente che ricostruisce, con testi e fonti fotografiche, la vicenda dei ragazzi che vi erano ospitati, all’abbazia e ai luoghi della memoria dei dintorni (il campo di Fossoli, il museo della resistenza a Montefiorino…), per riflettere sui temi del fascismo del nazismo, dell’antisemitismo e delle persecuzioni razziali che tanto avvicinano la storia di Nonantola a quella di Izieu. A sua volta il viaggio in Francia prevede la visita al villaggio di Izieu e alla Maison di Izieu, la casa dove vissero i bambini ebrei, divenuta museo e luogo della memoria. È inoltre prevista la visita al museo della Resistenza di Grenoble.

Obiettivo dello scambio è anche favorire gli scambi di esperienze fra i giovani . Relazionarsi con i coetanei stranieri, parlare e scambiarsi opinioni in situazioni concrete, fare da guida in una lingua diversa dalla propria nelle varie visite guidate, vivere per una settimana nelle famiglie francesi ed ospitando a propria volta gli studenti stranieri, rappresenta un’esperienza indimenticabile in cui i ragazzi si mettono in gioco dal punto di vista linguistico e relazionale. Anche gli studenti meno interessati alla vita scolastica non mancano ad un’ora di lezione, pur di incontrarsi con i loro coetanei d’oltralpe”. Insomma, un nuovo modo di fare scuola, a pieno titolo e con pieno diritto di cittadinanza. Europea, naturalmente.

Storie parallele

Ad Izieu, piccola borgata nella regione del Rodano non lontano da Lione, trovarono rifugio tra il 1943 e l’aprile del 1944 44 giovani ebrei e i loro 7 educatori, che però verranno arrestati dalla Gestapo e condotti ai campi di concentramento, dove troveranno la morte nei giorni intorno alla Pasqua del 1944. Solo un adulto riuscì a scampare a quell’eccidio. Anche Villa Emma di Nonantola ha dato ospitalità dal luglio 1942 all’ottobre 1943 a 73 ebrei ragazzi profughi da molti paesi europei. All’indomani dell’8 settembre e dell’occupazione tedesca dell’Italia, essi vennero nascosti grazie al sostegno di don Arrigo Beccari nel seminario dell’abbazia e presso famiglie di contadini, artigiani e commercianti del paese. Nel frattempo, venne organizzata la loro fuga e tutti i ragazzi poterono rifugiarsi in Svizzera, al sicuro.

“I ragazzi - spiega Annalita Fregni, docente alla scuola media di Nonantola - colgono in pieno queste vicende perché vengono accompagnati sui luoghi della tragedia. La Maison di Izieu colpisce tutti, con le foto, i luoghi e gli oggetti di vita quotidiana dei bambini. Colpisce anche la   storia di Klaus Barbie, il gerarca nazista che ordinò l’arresto dei bambini e che venne individuato solo negli anni ‘80 in Sudamerica. Estradato in Francia e condotto a processo, sembrava riuscire a scagionarsi fino a quando, scavando fra le carte di Izieu, non si rinviene il telegramma in cui ordina con la sua firma autografa l’arresto dei 44 bambini. Barbie viene così inchiodato alle sue responsabilità per reati contro l’umanità che non si possono prescrivere. Del caso ne parlò in quegli anni l’intera nazione”.

 

  • Il sito Internet della Fondazione Villa Emma di Nonantola
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