

(25/06/07) I giovani di Bologna si trovano bene in famiglia, sono disinteressati alla politica, lontani dalle istituzioni religiose e dalle associazioni, ma sono inclini all’intercultura grazie soprattutto alla scuola, alle amicizie e allo sport. Infatti il 64,3% di loro frequenta ragazzi di origine diversa. >>>
I dati- L’indagine è stata svolta su un campione di 10 mila studenti delle scuole superiori di Bologna e provincia che hanno espresso le proprie opinioni su “Comunità, cittadinanza, integrazione e comunicazione” nell’ambito di un progetto promosso dall’associazione "Nuovamente" insieme alla Provincia di Bologna e in collaborazione con l’Ufficio scolastico e la Fondazione Carisbo. Tra novembre 2006 e febbraio 2007 sono stati distribuiti 23mila questionari a cui hanno risposto poco meno della metà della popolazione studentesca bolognese tra i 14 e i 19 anni, tra cui il 55% di ragazze e l’8% di studenti stranieri nati soprattutto in Marocco, Romania, Albania, Cina e Ucraina.
Giovani in famiglia- Ma come sono questi ragazzi? Apparentemente sono di gusti semplici: si trovano bene con i genitori, i fratelli e le sorelle (7 è il voto che danno alla famiglia), ma meglio ancora con gli amici, il fidanzato o la fidanzata (voto 8). Solo la metà di loro pulisce la camera o rifà il letto, e sono soprattutto le ragazze a doversi accollare le incombenze domestiche come fare la spesa, sparecchiare la tavola e lavare i piatti.
Giovani e società- E per quanto riguarda il loro rapporto con la società, il 61,7% degli intervistati ritiene che la scuola fornisca loro i mezzi adatti per comprendere meglio il mondo in cui vivono.
Il 70% di loro guarda anche il telegiornale per sapere cos’è successo in Italia e nel mondo, ma ritiene che i film siano il mezzo di comunicazione più efficace per i ragazzi della loro età, molto più della parola.
Il significato che danno alla parola “integrazione” è “avere tutti gli stessi diritti e gli stessi doveri” e la scuola, gli amici e i gruppi sportivi sono i posti in cui questa si realizza maggiormente. Pensano che “cittadinanza” voglia dire “essere riconosciuti dallo Stato” e “avere diritto di voto”, e che si acquisti lavorando e abitando in Italia per un certo periodo (il 51% di loro crede che bastino 5 anni per ottenerla).
Lo studio sarà finalizzato alla creazione di una banca dati sugli adolescenti e sui giovani bolognesi.
(Francesca Mezzadri)